Attestazione dei tempi di pagamento

di Fabio Federici

Pubblicato il 10 agosto 2015

le recenti novità legislative hanno coinvolto anche i Revisori degli enti locali con specifiche funzioni di controllo del rispetto della normativa sui tempi di pagamento

Il legislatore negli ultimi anni è impegnato nel tentativo di ridurre la mole dei debiti commerciali vantati dai soggetti privati nei confronti delle pubbliche amministrazioni, spesso onorati da tali enti con forti ritardi rispetto ai termini “normali” di pagamento.

Questo sforzo legislativo ha coinvolto anche i Revisori degli enti locali con specifiche funzioni di controllo del rispetto della normativa.

Seguendo questa ratio, il Decreto-Legge 24 aprile 2014 n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014 n. 89 (cosiddetto Decreto Irpef), operando una riscrittura dell'articolo 33, comma 1, del Decreto legislativo n. 33 del 2013 (cosiddetto Decreto trasparenza), ha introdotto per le pubbliche amministrazioni l’obbligo di pubblicare, con cadenza annuale, un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture, denominato indicatore annuale di tempestività dei pagamenti. Sempre ai sensi della versione vigente del citato articolo 33 del D.Lgs. n. 33/2013 si è poi previsto che a decorrere dall'anno 2015, con cadenza trimestrale, le pubbliche amministrazioni devono pubblicare un indicatore, avente il medesimo oggetto, denominato "indicatore trimestrale di tempestività dei pagamenti”.

 

La disposizione è stata seguita dall’emanazione del D.P.C.M. del 22 settembre 2014, che ha attuato la previsione normativa dettando le modalità di calcolo e gli schemi dei due indicatori, da pubblicare a cura delle amministrazioni sul proprio sito istituzionale nella sezione relativa all’Amministrazione trasparente.

Nella successiva Circolare n. 3 del 14 gennaio 2015 la Ragioneria Generale dello Stato si è soffermata ulteriormente sulle modalità di calcolo dei due indici, cercando di chiarire ulteriormente