Rimborsi trimestrali IVA più facili: importanti novità da luglio 2015 sul visto di conformità, split payment, nuovo modello TR

di Federico Gavioli

Pubblicato il 4 luglio 2015

semplificazioni sul visto di conformità, per lo split payment, il nuovo modello TR ed una panoramica di tutti gli importanti aggiornamenti

 

Con il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 27 aprile 2015, è stata individuata una nuova categoria di contribuenti per i quali il rimborso IVA sprint è consentito; la successiva risoluzione dell’Agenzia delle Entrate, n.61/E del 24 giugno 2015, ha fornito indicazioni che di seguito si analizzano.

 

Il rimborso dell’IVA: cenni

L’art. 30, del DPR 633/1972 (Decreto IVA), prevede che “Se dalla dichiarazione annuale risulta che l'ammontare detraibile di cui al n. 3), dell’articolo 28, aumentato delle somme versate mensilmente, è superiore a quello dell'imposta relativa alle operazioni imponibili di cui al n. 1) dello stesso articolo, il contribuente ha diritto di computare l’importo dell’eccedenza in detrazione nell'anno successivo, ovvero di chiedere il rimborso nelle ipotesi di cui ai commi successivi e comunque in caso di cessazione di attività”. In sostanza, è data facoltà al contribuente, che al termine dell’anno riscontra un credito IVA, di poterlo compensare nella successiva dichiarazione ovvero di richiederne il rimborso.

Quest’ultima opzione è di fatto dovuta “in caso di cessazione di attività”.

Il successivo art. 38-bis prescrive, poi, le modalità per l’esecuzione dei rimborsi, rinviando, con l’ultimo periodo del comma 1, a un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate per le “ulteriori modalità ed i termini”.

I soggetti passivi IVA possono richiedere il rimborso dell’eccedenza detraibile al ricorrere delle condizioni previste dall’art. 30, del Decreto IVA :

  1. risultante dalla dichiarazione Iva;

  2. ovvero, relativa a ciascuno dei primi tre trimestri solari.

L’eccedenza detraibile d’imposta risultante dalla dichiarazione annuale può essere chiesta a rimborso:

in caso di cessazione dell’attività;

al ricorrere delle ipotesi previste dall’art. 30, c. 3, del Decreto IVA (ipotesi relativa a importi superiori ad € 2.582,28) ;

in presenza di eccedenze detraibili per 3 anni consecutivi;

dai produttori agricoli che applicano il regime speciale IvA sulle cessioni all’esportazione e sulle cessioni intracomunitarie di prodotti agricoli e ittici.



Il credito IVA risultante dalla dichiarazione annuale, se d’importo superiore a 2.582,28 euro, può essere chiesto a rimborso, in tutto o in parte, dai soggetti che:

  • hanno effettuato, esclusivamente o prevalentemente, operazioni attive soggette ad aliquote più basse rispetto a quelle app