La rateizzazione della singola cartella, rinviando a tempi migliori le altre eventualmente ricevute

E’ possibile pagare a rate una cartella singola, rinviando a tempi migliori le altre eventualmente ricevute. Dalla lettura dei modelli di istanza di rateazione ordinaria, emerge che il contribuente può decidere, con maggiore libertà, la somma che si impegnerà a restituire a rate scegliendo, ad esempio, di rateizzare solo le cartelle di importo più alto. Tuttavia, per i debiti scaduti non inclusi nella richiesta di rateazione, l’agente della riscossione potrà, in qualsiasi momento, dar corso alle azioni cautelari ed esecutive previste dal decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.

 

Rateizzazione della totalità delle cartelle

Come si legge nel comunicato stampa diramato dal Responsabile delle relazione esterne del Gruppo Equitalia in data 29 aprile scorso, i contribuenti hanno a disposizione condizioni particolarmente favorevoli per il pagamento a rate delle cartelle.

In sostanza, è possibile ottenere un piano di rateizzazione ordinario a 72 rate (6 anni) oppure un piano straordinario fino a 120 rate (10 anni) in base ai criteri stabiliti da un apposito decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Si può prorogare una rateizzazione già in corso o chiederne una successiva in caso di nuove cartelle.

Finché i pagamenti sono regolari, il contribuente non è più considerato inadempiente e può ottenere il Durc e il certificato di regolarità fiscale per poter lavorare con le pubbliche amministrazioni. Inoltre il contribuente che paga a rate è al riparo da eventuali azioni cautelari o esecutive (fermi, ipoteche, pignoramenti).

Per debiti fino a 50 mila euro la rateizzazione si richiede con una semplice domanda senza aggiungere altri documenti (ad esempio l’Isee) necessari invece per rateizzare importi superiori.

Si decade dal beneficio della rateizzazione se non si pagano 8 rate anche non consecutive. Con il recente decreto Milleproroghe (decreto legge 192/2014, convertito con modificazioni dalla legge 11/2015) è stata poi concessa una nuova opportunità riservata a chi per legge ha perso il beneficio della rateizzazione alla data del 31 dicembre 2014. I contribuenti interessati potranno richiedere fino a un massimo di 72 rate (6 anni) presentando la domanda entro il prossimo 31 luglio. Ci sono però alcuni limiti rispetto alle regole generali sulla rateizzazione: il nuovo piano concesso non è prorogabile e decade in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive (anziché 8 rate).

Rateizzazione di una o più cartelle

Abbiamo segnalato in premessa che il contribuente può autonomamente richiedere il pagamento rateale del debito maturato, non necessariamente per l’intero importo, ma solo per una singola o più cartelle comprese nel totale del debito verso l’Erario.

La possibilità di rateazione di una singola cartella si desume dalla lettura della nota (2) esposta nel facsimile di istanza di dilazione per debiti di importi inferiore e superiore ad euro cinquanta mila.

In particolare è evidenziato che “ .. per il recupero dei debiti scaduti, non inclusi nella richiesta di rateazione, l’agente della riscossione potrà, in qualsiasi momento, dar corso alle azioni cautelari ed esecutive previste dal decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 …”.

I vantaggi

La possibilità che la richiesta di dilazione possa riguardare anche una sola cartella (ovvero, atto di accertamento esecutivo, avviso di addebito INPS, eccetera). rappresenta un vantaggio per il contribuente che può decidere con maggiore libertà la somma che si impegnerà a restituire a rate (ad esempio scegliendo di rateizzare solo le cartelle di importo più alto).

In passato, infatti, gli Agenti della riscossione ammettevano alla rateazione i contribuenti che si impegnavano ad onorare, a rate, l’intero debito iscritto a ruolo.

La rateizzazione singola, oltre a quanto già detto, comporta che sia possibile impugnare le cartelle non oggetto di rateizzazione, mentre in precedenza la richiesta di un piano…

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