I conti cointestati (a firma congiunta o disgiunta) sotto la lente del Fisco

Il conto corrente cointestato (a firma congiunta o disgiunta1) a due o più titolari (spesso a marito e moglie, ovvero a fratelli e sorelle), permette a tutti gli intestatari di disporre del denaro depositato.
Dal punto vista normativo, l’art. 1854 del c.c. prevede che “Nel caso in cui il conto sia intestato a più persone, con facoltà per le medesime di compiere operazioni anche separatamente, gli intestatari sono considerati creditori o debitori in solido dei saldi del conto”. Mentre, l’art. 1298 c.c. prevede che “Nei rapporti interni l’obbligazione in solido si divide tra i diversi debitori o tra i diversi creditori, salvo che sia stata contratta nell’interesse esclusivo di alcuno di essi. Le parti di ciascuno si presumono uguali, se non risulta diversamente”.
Fatta questa necessaria premessa verifichiamo l’indirizzo che ha assunto la Corte di …

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