I conti cointestati (a firma congiunta o disgiunta) sotto la lente del Fisco

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 8 giugno 2015

analizziamo il caso di indagini finanziarie che vanno a colpire un conto cointestato fra due o più contribuenti: ecco le particolarità che possono nascere da tale tipologia di verifica

Il conto corrente cointestato (a firma congiunta o disgiunta1) a due o più titolari (spesso a marito e moglie, ovvero a fratelli e sorelle), permette a tutti gli intestatari di disporre del denaro depositato.

Dal punto vista normativo, l'art. 1854 del c.c. prevede che "Nel caso in cui il conto sia intestato a più persone, con facoltà per le medesime di compiere operazioni anche separatamente, gli intestatari sono considerati creditori o debitori in solido dei saldi del conto". Mentre, l'art. 1298 c.c. prevede che "Nei rapporti interni l'obbligazione in solido si divide tra i diversi debitori o tra i diversi creditori, salvo che sia stata contratta nell'interesse esclusivo di alcuno di essi. Le parti di ciascuno si presumono uguali, se non risulta diversamente".

Fatta questa necessaria premessa verifichiamo l’indirizzo che ha assunto la Corte di Cassazione sui conti cointestati, in caso di indagine finanziaria.



L’ultimo intervento della Cassazione

Con la sentenza n. 9362 dell'8 maggio 2015 (ud. 30 marzo 2015) la Suprema Corte di Cassazione ha rilevato che in tema di indagini finanziarie le norme di riferimento non prevedono “alcuna limitazione all'attività di indagine volta al contrasto dell'evasione fiscale e non circoscrive l'analisi ai soli conti correnti bancari e postali o ai libretti di deposito intestati esclusivamente al soggetto sottoposto a verifica, in quanto l'accesso ai conti intestati formalmente a terzi, le verifiche finalizzate a provare per presunzioni la condotta evasiva e la riferibilità allo stesso soggetto delle somme movimentate sui conti cointestati con il coniuge del contribuente o i suoi familiari, ben possono essere giustificati da alcuni elementi sintomatici come il rapporto di stretta contiguità familiare, l'ingiustificata capacità reddituale dei prossimi congiunti nel periodo di imposta, l'infedeltà della dichiarazione e l'attività di impresa o professionale compatibile con la produzione di utili, incombendo in ogni caso sul contribuente la prova che le somme rinvenute