Quando l’attività commerciale è anche attività d’impresa? Un numero rilevante di transazioni, anche effettuate su portali di vendita on line, qualifica l’attività di impresa, anche se manca l’organizzazione

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 4 maggio 2015

sono numerosi i contenziosi in cui va valutato l'effettivo svolgimento dell'attività d'impresa ai fini dell'applicazione della corretta imposizione fiscale: nell'ambito delle attività commerciali rientrano solo quelle svolte in forma di impresa, qualificate dai caratteri dell'abitualità (ancorché non dell'esclusività) e della professionalità

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6235 del 27 marzo 2015, dopo aver ricordato che nell'ambito delle attività commerciali rientrano solo quelle svolte in forma di impresa, qualificate dai caratteri dell'abitualità (ancorché non dell'esclusività) e della professionalità, dovendo quindi ritenersi rilevanti solo le cessioni e le prestazioni compiute nell'esercizio di attività commerciali continuative e stabili e non quelle che si esauriscono in isolati atti di produzione o commercio (conf. Cass. 20716/07), ha evidenziato che, secondo la Corte di Giustizia (in causa Galin Kostov, §27 e §31), è comunque da considerare soggetto d'imposta la persona fisica che eserciti un'attività economica, da intendersi come quella che comporta lo sfruttamento di un bene, materiale o immateriale, per ricavarne introiti aventi un certo carattere di stabilità.

 

Nel caso all’attenzione dei giudici, l’Amministrazione Finanziaria aveva contestato l'omessa dichiarazione di ricavi derivanti dall'attività di vendita di prodotti filatelici per oltre 500 mila euro.

Le cospicue e ripetute vendite fatte dal contribuente rientravano quindi nel concetto di esercizio di attività d'impresa abituale e professionale, anche considerato che non trovava riscontro la tesi che dette vendite scaturissero da una dazione a scopo di garanzia.

La fattispecie (proprio in merito ad attività di vendite di francobolli) è stata del resto già affrontata anche dalla giurisprudenza di merito.

 

La Commissione Tributaria Provinciale di Firenze, per esempio, con la sentenza n. 56/06/2011, depositata in data 16/06/2011, aveva già enunciato un importante principio di diritto, poi confermato anche da altra Sezione della stessa Commissione con la senten