Delibera di riaccertamento straordinario e verifica degli accantonamenti per rischi di soccombenza

Le delibere di giunta per il riaccertamento straordinario dei residui, da effettuarsi in ossequio all’applicazione dei nuovi principi dell’armonizzazione, sulle quali l’Organo di revisione è chiamato a formulare un apposito parere da comunicare all’organo consiliare, devono necessariamente valutare l’eventuale necessità di un accantonamento di risorse a copertura di spese potenzialmente derivanti dalla soccombenza dell’ente nei giudizi in essere.

Tale tipologia di onere, che presenta un elevato grado di aleatorietà e che nel passato ha spesso portato gli enti, in caso di un esito di soccombenza nelle azioni legali in corso con soggetti terzi, all’emersione ed alla conseguente necessità di riconoscimento di debiti fuori bilancio, è stata posta sotto attenta osservazione da parte del nuovo principio della contabilità finanziaria “potenziata”.

A riguardo la lettera h) del punto 5.2 del principio fa presente che qualora l’ente, a seguito di un contenzioso in cui ha significative probabilità di soccombere, o di sentenza non definitiva e non esecutiva, sia condannato al pagamento di spese, in attesa degli esiti del giudizio, si è in presenza di una obbligazione passiva condizionata al verificarsi di un evento (l’esito del giudizio o del ricorso), con riferimento al quale non è possibile impegnare alcuna spesa. Cionondimeno in tale situazione l’ente deve procedere all’accantonamento di risorse necessarie per il pagamento degli oneri previsti dalla sentenza, stanziando nell’esercizio le relative spese che, a fine esercizio, incrementeranno il risultato di amministrazione, il quale a sua volta dovrà essere vincolato alla copertura delle eventuali spese derivanti dalla sentenza definitiva. A tal fine il principio raccomanda la costituzione di un apposito fondo rischi, che però, si puntualizza, deve riguardare le sole ulteriori spese legate al contenzioso, al netto di eventuali impegni già assunti per obbligazioni relative a contenziosi già sorte.

Il nuovo principio contabile finanziario “rafforzato” richiede, già in occasione della prima applicazione dei principi della contabilità finanziaria (e quindi già in sede di riaccertamento straordinario del risultato di amministrazione), di effettuare, una volta rideterminato il risultato di amministrazione per effetto della cancellazione o reimputazione dei residui, un apposito accantonamento a titolo di fondo rischi per spese legali legate all’eventuale soccombenza dell’ente sui giudizi in essere. La necessità e il quantum di questo accantonamento devono essere valutati sulla base di una ricognizione straordinaria del contenzioso esistente a carico dell’ente formatosi negli esercizi precedenti, promossa dall’amministrazione nella persona del Segretario o del Responsabile dell’Ufficio Legale.

Va detto che il principio concede comunque agli enti la possibilità ripartire l’onere scaturente dalla ricognizione, in quote uguali, tra gli esercizi considerati nel bilancio di previsione o a prudente valutazione dell’ente, fermo restando l’obbligo di accantonare nel primo esercizio considerato nel bilancio di previsione, il fondo riguardante il nuovo contenzioso formatosi nel corso dell’esercizio precedente (compreso l’esercizio in corso, in caso di esercizio provvisorio). In presenza di contenzioso di importo particolarmente rilevante, l’accantonamento annuale può ad ogni modo essere ripartito, in quote uguali, tra gli esercizi considerati nel bilancio di previsione o a prudente valutazione dell’ente. Gli stanziamenti riguardanti il fondo rischi spese legali accantonato nella spesa degli esercizi successivi al primo, sono poi destinati ad essere incrementati in occasione dell’approvazione del bilancio di previsione successivo, per tenere conto del nuovo contenzioso formatosi alla data dell’approvazione del bilancio.

Il principio contabile richiama espressamente l’Organo di revisione ad un monitoraggio dell’intero processo di ricognizione e accantonamento delle risorse a copertura degli…

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