Rent to buy: la restituzione degli acconti sul prezzo

di Nicola Forte

Pubblicato il 27 febbraio 2015

uno degli aspetti del rent to buy è quello dell'eventuale restituzione degli acconti sul prezzo versati dal conduttore-acquirente in caso di mancato acquisto dell'immobile: le particolari problematiche fiscali di tale restituzione

L’Agenzia delle entrate ha fornito i primi chiarimenti relativi alla disciplina del Rent to buy con la circolare n. 4/E del 19 febbraio 2015.

Il documento di prassi affronta anche il tema del trattamento fiscale riservato alle somme che sono restituite dal concedente al conduttore qualora tale soggetto non si avvalga della facoltà di acquistare l’immobile. I chiarimenti riguardano l’ipotesi in cui il concedente restituisca l’intera parte del canone imputabile al corrispettivo (in caso di vendita), ma anche la quota che il concedente trattiene a sé in conseguenza della mancata vendita dell’immobile. I dubbi maggiori riguardano la disciplina dell’Iva, quindi l’ipotesi in cui il concedente sia in possesso della soggettività passiva ai fini di tale tributo.

 

L’art. 23, c. 1–bis, del D.L. n. 133/2014 disciplina l’ipotesi di mancato esercizio del diritto di acquisto da parte del conduttore, prevedendo che le parti siano tenute ad indicare nell’ambito del contratto la quota dei canoni imputata a corrispettivo che deve essere restituita.

L’Agenzia delle entrate ha precisato che nell’ipotesi di mancato acquisto, “e di conseguente restituzione al conduttore della quota versata a titolo di acconto sul prezzo, il proprietario è tenuto, ai sensi dell’articolo 26, secondo comma del DPR n. 633 del 1972, all’emissione di una nota di variazione a fav