Partono i controlli contro le false partite IVA

Premessa normativa
La legge n. 92/2012, meglio nota come riforma Fornero, integrata poi dal decreto sviluppo n. 83/2012 ha riformato il Decreto Legislativo n. 276-2003 (Legge Biagi) introducendo una specifica normativa per i lavoratori autonomi con partita IVA.
Lo scopo è quello di smascherare le “false partite Iva” in base a precisi indici di presunzione al fine di trasformare tali rapporti in co.co.pro. e, nei casi più eclatanti, in lavoratori a tempo indeterminato.
E’ importante ricordare che il rapporto di lavoro con partita IVA riqualificato come co.co.pro. in assenza di progetto viene trasformato d’ufficio in rapporto di lavoro a tempo indeterminato con applicazione del relativo regime previdenziale e fiscale.
Al 31 dicembre 2014 scade il primo biennio di applicazione per la verifica dei requisiti disposti dalla legge e pertanto dal 2015 le imprese saranno oggetto di appositi controlli come anticipato dallo stesso Ministro del lavoro: “il Ministro del lavoro Giuliano Poletti si pone come obiettivo quello di rafforzare i controlli sulle false partite IVA, ma anche sui contratti a progetto, i co.co.pro. che vengono usati per mascherare rapporti di lavoro subordinato vero e proprio”.
IL PUNTO SULLA NORMATIVA IN VIGORE IN MATERIA DI FALSE PARTITE IVA
Come noto il contratto di lavoro autonomo trova il suo fondamento normativo nell’art. 2222 c.c.. Il lavoratore autonomo si obbliga a prestare la sua opera, come concordato nel contratto, e il committente può pretendere che l’obbligazione avvenga secondo le condizioni pattuite e a regola d’arte come stabilito dall’art. 2224 c.c., ma non può intervenire sulle modalità esecutive .
Al fine di individuare le false partite IVA, con lo scopo di ricondurre il rapporto nell’ambito del lavoro a progetto, la riforma Fornero prevedeva i seguenti criteri:
1) durata della prestazione lavorativa nell’anno solare superiore ad otto mesi;
2) corrispettivo (anche se fatturato a più soggetti) che costituisce almeno l’80% del volume d’affari nei confronti di un unico soggetto;
3) il contribuente deve avere a disposizione una postazione fissa di lavoro presso la sede del committente.
La Legge Fornero ha disposto l’applicazione della norma alle prestazioni d’opera concluse dopo il 18 luglio 2012 e a tutti i contratti già sottoscritti quando siano decorsi 12 mesi dall’entrata in vigore della Legge ovvero dal 18 luglio 2013.
In seguito il decreto sviluppo n. 83-2012 interviene sull’articolo 69-bis del D.Lgs. n. 276/2003, introdotto dalla legge di riforma del mercato del lavoro e, dopo la modifica, le prestazioni lavorative rese da una persona titolare di partita IVA si presumono di lavoro subordinato quando ricorrono almeno due dei seguenti presupposti:
1) che la collaborazione con il medesimo committente abbia una durata complessiva superiore a otto mesi annui per due anni consecutivi; in sede di verifica verranno pertanto esaminate le lettere d’incarico e le fatture in cui è indicato il periodo della prestazione effettuata. Per i rapporti di lavoro instaurati tra il 19 luglio 2012 e il 31 dicembre 2012 la condizione potrà essere verificata dopo il 01 gennaio 2015 mentre per le prestazioni iniziate dal 01 01 2013 la condizione dovrà essere verificata a decorrere dal 2016;
2) che il corrispettivo derivante da tale collaborazione, anche se fatturato a più soggetti riconducibili al medesimo centro d’imputazione di interessi, costituisca più dell’80% dei corrispettivi annui complessivamente percepiti dal collaboratore nell’arco di due anni solari consecutivi (vanno considerati e corrispettivi fatturati indipendentemente dal loro incasso fatta salva la deroga per i lavoratori autonomi che operano con il criterio di cassa);
3) che il collaboratore disponga di una postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del committente (non è necessario che il posto sia dato in …

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