E' impugnabile l'avviso di recupero del credito d'imposta

la Corte di Cassazione ha recentemente confermato l’impugnabilità dell’avviso di recupero del credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate

Con la sentenza n. 12757 del 6 giugno 2014 (ud. 2 aprile 2014) la Corte di Cassazione ha confermato l’impugnabilità dell’avviso di recupero del credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate, previsto dall’art. 8, della L. n. 388 del 2000.

 

La contestazione dell’Amministrazione finanziaria

L’Agenzia delle Entrate denuncia il vizio di violazione dell’art. 19, c. 1, lett. h, del D.Lgs. n. 546 del 1992, in relazione all’art. 360 c.p.c., c. 1, n. 3, censurando come erronea la statuizione in diritto della sentenza impugnata, nella parte in cui ha affermato che “fino allo 01 gennaio 2005 nella legislazione finanziaria non era prevista assolutamente la possibilità di formazione di atto c.d. avviso di recupero cosicchè ove mai si fosse verificata la necessità di recuperare un credito d’imposta non spettante da parte dell’Amministrazione, si sarebbe dovuto procedere mediante il meccanismo dell’accertamento“, non avendo la CTR considerato che l’impugnabilità dell’atto doveva comunque essere affermata ai sensi del citato art. 19, c. 1, lett. h, del D.Lgs. n. 546 del 1992, “comportando esso, di fatto, la revoca di un’agevolazione di cui la società poteva usufruire in presenza dei soli requisiti stabiliti dalla legge, e che l’atto, comunque denominato, deve essere preso in considerazione per quella che è la sua funzione tipica, non essendovi dubbio che l’espressione ‘avviso di accertamento del tributo’ di cui alla lettera a) includa tutti gli atti di accertamento, ancorchè diversamente denominati dal legislatore”.

La sentenza

Per la Corte il motivo addotto dalle Entrate è fondato e va accolto. La Corte aderisce al filone giurisprudenziale (cfr. Cass. civ. sez. 5, 20 dicembre 2013, n. 28543; Cass. civ. sez. 5, ord. 7 aprile 2011, n. 8033; Cass. civ. sez. 5, 3 febbraio 2009, n. 4968), secondo cui “in tema di contenzioso tributario, l’avviso di recupero del credito d’imposta indebitamente compensato, oltre ad avere una funzione informativa dell’insorgenza del debito tributario, costituisce una manifestazione della volontà impositiva da parte dello Stato al pari degli avvisi di accertamento o di liquidazione ed è, come tale, impugnabile dinanzi alle commissioni tributarie ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19, anche se emesso anteriormente all’entrata in vigore della L. 30 dicembre 2004, n. 311, che ha espressamente annoverato l’avviso di recupero quale titolo per la riscossione dei crediti indebitamente utilizzati in compensazione“.

Per la Corte, pertanto, l’affermazione in diritto resa dalla sentenza impugnata, “èdunque erronea, perchè, nella fattispecie in esame – nella quale l’atto denominato come avviso di recupero del credito d’imposta indebitamente utilizzato, è stato notificato anteriormente all’entrata in vigore (1.1.2005) della L. n. 311 del 2004 che, all’art. 1, comma 421, ha espressamente annoverato l’avviso di recupero quale titolo per la riscossione dei crediti indebitamente utilizzati in compensazione – disconosce che esso è pur sempre manifestazione della volontà impositiva da parte dello Stato, che trovava all’epoca comunque la sua fonte normativa primaria in forza del D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 31 e 41 bis”.

Nota

Come è noto, il Legislatore, nel corso di questi anni, per il rilancio dell’economia stagnante, ha concesso diversi crediti d’imposta da utilizzare in compensazione per il pagamento delle imposte.

Sicuramente i due bonus con maggiore appeal sono quello relativo alle assunzioni e quello relativo agli investimenti, che sono e continuano ad essere oggetto di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Al termine di tale attività di controllo è consegnato al soggetto verificato il processo verbale di constatazione, contenente le eventuali irregolarità emerse, che viene tramutato dagli uffici in avvisi di recupero, ritualmente notificati ai contribuenti.

Gli avvisi di recupero dei crediti d’imposta indebitamente utilizzati (prestampati e predisposti in forma meccanizzata…

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