Il Decreto Casa: una rassegna delle novità

di Celeste Vivenzi

Pubblicato il 10 giugno 2014

il Decreto Casa è diventato Legge il 27 maggio, facciamo il punto sulle novità: le agevolazioni per la cedolare secca, per gli inquilini degli alloggi sociali, il bonus mobili e la IUC per gli italiani residenti all'estero

Con la conversione del decreto n. 47-2014 nella legge n. 80/2014 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 121 del 27 maggio 2014 diventano definitive le norme contenute nel decreto in oggetto. Di seguito si analizzano le principali novità.



CEDOLARE SECCA

Ridotta l’aliquota dal 15% al 10% per il quadriennio 2014-2017 per le locazioni a canone concordato stipulate nei maggiori comuni italiani, negli altri capoluoghi di provincia o nei comuni ad alta tensione abitativa. Il beneficio è esteso alle abitazioni locate a cooperative edilizie per la locazione o a enti senza scopo di lucro, purché sublocate a studenti universitari e date a disposizione dei comuni con rinuncia all’aggiornamento del canone di locazione o assegnazione, nonché a quei comuni per cui negli ultimi 5 anni è stato dichiarato lo stato di calamità.



IUC E IMMOBILI POSSEDUTI DA NON REDISENTI

Soppressa la possibilità per i Comuni di assimilare ai fini IMU all’abitazione principale l'unità immobiliare posseduta in Italia da cittadini “italiani non residenti”. Contestualmente è stato disposto che, a decorrere dal 2015, sarà considerata direttamente adibita ad abitazione principale un'unità immobiliare (una sola casa) posseduta da cittadini italiani non residenti in Italia (iscritti all'AIRE)già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza a condizione che la stessa non risulti locata ovvero data in comodato d'uso e sia posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia. Inoltre, per le annualità 2015 e successive, in relazione alle suddette unità immobiliari è prevista anche una riduzione di 2/3 di TARI e TASI applicate per ciascun anno. Nessuna agevolazione spetta, invece, ai cittadini italiani che risiedono all’estero per lavoro.



COSTRUTTORI E RISTRUTTURATORI DI ALLOGGI SOCIALI

Se la Comunità Europea darà il benestare alla normativa in oggetto viene previsto che , fino all’eventuale riscatto dell’abitazione da parte del conduttore ovvero per un periodo massimo di 10 anni dalla data di ultimazione dei lavori di “nuova” costruzione o di manutenzione straordinaria o di recupero, i redditi derivanti dalla locazione di alloggi sociali non concorrono alla formazione del reddito d’impresa (Irpef/Ires) né alla formazione del valore della produzione netta ai fini Irap nella misura del 40% .



RISCATTO ALLOGGI SOCIALI

Introdotta la possibilità di riscatto dell’alloggio sociale da parte del conduttore che può imputare i corrispettivi pagati al locatore in parte in conto del prezzo di acquisto futuro dell’alloggio e in parte in conto affitto. Il riscatto è possibile trascorsi 7 anni dalla locazione, da parte dei conduttori che non sono titolari di altra abitazione (tale norma si applica ai contratti stipulati a decorrere dal 29/03/2014). Chi esercita il riscatto non può vendere l'immobile per un periodo di anni 5. Ai fini delle imposte sui redditi e dell'Irap i corris