Se la verifica dura troppo…

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 14 maggio 2014

se i verificatori in fase di controllo eccedono i tempi previsti dallo Statuto del contribuente, vi sono vantaggi per il contribuente verificato in fase di contenzioso?

Con la sentenza n.7606 del 2 aprile 2014, la Corte di Cassazione è ritornata sulla questione delle verifiche extratime, ribadendo (per quanto riguarda l’applicazione dell’art. 12 c. 5 della L. 212/2000, ed in particolare gli effetti che l’eventuale difetto di proroga possa determinare sull’espletata attività di verifica), che detta disposizione si colloca nell’ambito della disciplina dei "Diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali".

E di conseguenza, osserva la Corte, “la lettura testuale di tale disposizione non consente di individuare sanzioni a carico dell’amministrazione, qualora non risultino rispettate le modalità operative ivi descritte, ed il successivo comma 6 prevede uno specifico strumento a tutela del contribuente, per cui questi nel caso ritenga che i verificatori procedano con modalità non conformi alla legge, può rivolgersi anche al Garante del contribuente, secondo quanto previsto dall'articolo 13, senza che sia prevista alcuna ricaduta in termini di illegittimità o inutilizzabilità sull’attività verificatoria espletata”.

Pertanto, i giudici di Piazza Cavour confermano il principio, già precedentemente affermato, secondo cui "In tema di verifiche tributarie, il termine di permanenza degli operatori civili o militari dell'Amministrazione finanziaria presso la sede del contribuente è meramente ordinatorio, in quanto nessuna disposizione lo dichiara perentorio, o stabilisce la nullità degli atti compiuti dopo il suo decorso, né la nullità di tali atti può ricavarsi dalla 'ratio' delle disposizioni in materia, apparendo spr