La corretta gestione della ONLUS ai fini delle agevolazioni fiscali

di Ignazio Buscema

Pubblicato il 31 maggio 2014

le ONLUS, come è noto, godono di numerosi regimi fiscali di favore sia per le imposte sui redditi che per l'IVA; tuttavia, per mantenere queste esenzioni, la gestione di una Onlus deve avvenire secondo la corretta prassi legale ed amministrativa

Premessa

Dal punto di vista giuridico civilistico, le ONLUS sono soggetti privati i quali, mediante l'acquisizione del relativo status (riservata a particolarissime tipologie di attività, tutte «meritevoli» dal punto di vista del legislatore) ottengono particolari «privilegi» fiscali, ulteriori rispetto a quelli ordinariamente concessi agli enti non commerciali. Le ONLUS costituiscono un'autonoma e distinta categoria di enti rilevanti solo ai fini fiscali, destinataria di un regime tributario di favore in materia di imposte sui redditi, di imposta sul valore aggiunto, di altre imposte dirette, nonchè di ulteriori specifici tributi; il contenuto dell'attività che le caratterizza, le definisce e le individua, è indicato dal comma 1 dell'articolo 10 del D.Lgs. n. 460/1997. La cancellazione1 comporta la decadenza (che ha natura costitutiva) dalle agevolazioni2.

 

Sanzioni

Indipendentemente da ogni altra sanzione prevista dalle leggi tributarie, all'art. 28 del D.lgs. n. 460 del 1997 sono contemplate le sanzioni amministrative 3a carico dei rappresentanti legali e dei membri degli organi amministrativi delle ONLUS, qualora essi:

  • si avvalgano dei benefici fiscali in assenza dei requisiti tipici delle ONLUS (sanzione da 1033 a 6197 euro);

  • omettano di inviare alla Direzione Regionale delle Entrate la comunicazione prescritta all'art. 11 del D.lgs 460 del 1997 (sanzione da 103 a 1033 euro);

  • usino impropriamente la denominazione ONLUS (sanzione da 310 a 3099 euro).

    I rappresentanti e gli amministratori di ONLUS che hanno indebitamente fruito dei benefici fiscali previsti dal D.lgs. n. 460/1997 sono altresì obbligati in solido al pagamento delle imposte, delle sanzioni e degli interessi dovuti dalle ONLUS. Le sanzioni in argomento sono considerate violazioni di natura tributaria, in quanto sono volte a tutelare interessi strettamente correlati a norme disciplinanti obblighi e rapporti tributari. Si rendono quindi applicabili le disposizioni generali sulle sanzioni amministrative in materia tributaria contenute nel D. Lgs, n. 472/1997 (v. Circ. n. 22E/2005).

 

Regime tributario di favore

La categoria delle ONLUS è destinataria di un regime tributario di favore per quanto riguarda:

  • le imposte sui redditi;

  • l'imposta sul valore aggiunto (IVA)4;

  • altre imposte indirette

Per tutte le ONLUS, a eccezione delle cooperative, non costituisce esercizio di attività commerciale lo svolgimento delle attività istituzionali nel perseguimento di esclusive finalità di solidarietà sociale. Le ONLUS recuperano i fondi per finanziare la loro attività in vari modi:

1) la quota di iscrizione, annualmente conferita dai soci, che è necessario versare per fare parte dell'associazione e per avere diritto di voto nell'assemblea;

2) eventuali ulteriori contributi, richiesti ai soci per fare fronte ai costi di gestione;

3) le donazioni, effettuate dai soci o da terzi, o eventuali contributi di comuni, province, regioni, enti pubblici...;

4) i corrispettivi versati dai soggetti che beneficiano dell'attività o dei servizi di assistenza e di sostegno offerti dalle Onlus, o i corrispettivi versati da enti pubblici e privati per beneficiare di tale attività;

5) i corrispettivi ricavati dall'attività connessa, cioè servizi prestati a soggetti non svantaggiati, o la vendita di beni di modico valore o l'organizzazione di eventi pubblici promossi per finanziare l'attività della Onlus;

6) i fondi derivanti dal 5 x mille;

7) quanto ricavato da raccolte pubbliche di denaro, che possono essere organizzate saltuariamente durante l'anno.

L'attività istituzionale quindi non solamente è esente da imposte, ma anche non deve essere oggetto di dichiarazione e rilevazione ai fini fiscali5.

Le Onlus beneficiano di numerose agevolazioni fiscali. Infatti, non costituisce esercizio di attività commerciale lo svolgimento delle attività istituzionali per il perseguimento di esclusive finalità di solidarietà sociale. Praticamente si ha la completa decommercializzazione delle attività istituzionali delle Onlus, con la conseguente esclusione dalla tassazione dei proventi ricavati tramite lo svolgimento di tali attività. In tal caso l'unico vincolo è la redazione del bilancio annuale, che comunque resta depositato nella sede della Onlus (oltre ad una corretta gestione dell’ente). Le attività permesse sono solo quelle previste dal dal d. lgs. 1997 n. 460, ricordando che alcune di queste possono essere dirette prevalentemente verso soggetti svantaggiati ( malati fisici e psichici, disagiati, poveri, tossicodipendenti, carcerati)...

Oltre alle attività statutarie la Onlus potrà svolgere attività connessa, al fine di finanziarsi. Queste sono individuate come attività a solidarietà condizionata esercitate nei confronti di soggetti non svantaggiati, o come attività accessorie a quelle esclusive  in quanto integrative delle stesse (campagne di sensibilizzazione, vendita di oggetti di modico valore). In ogni caso  tali attività non possono diventare l'attività principale dell'ente e il ricavato delle stesse non può mai superare il 66% delle spese complessive della onlus (che quindi dovrà finanziare anche tramite lo svolgimento di attività istituzionali).Anche il ricavato delle attività connesse non è soggetto a tassazione, perché i relativi proventi non concorrono alla formazione del reddito imponibile. Però, per tali proventi si dovranno comunque tenere le scritture contabili previste per le normali attività commerciali.

Altro caso di agevolazione fiscale per le Onlus è la possibilità, per privati ed enti commerciali, di fare donazioni ed usufruire di una detrazione di imposta. Le erogazioni liberali verso tali enti  sono sempre esenti dall'imposta sulla donazioni. Inoltre, il donan