Le nuove regole sulle compensazioni orizzontali dei crediti tributari nel 2014

di Mario Agostinelli

Pubblicato il 3 febbraio 2014

in sede di Telefisco, l'Agenzia ha approfondito ulteriori aspetti per la compensazione dei crediti tributari maggiori di 15mila euro: rimane da chiarire l’aspetto più critico sulla modalità di calcolo dei crediti utilizzati in compensazione ai fini della verifica dell’obbligatoria apposizione del visto di conformità

Il comma 574, della legge di stabilità 2014, introduce un nuovo limite all’utilizzo in compensazione orizzontale dei crediti irpef, addizionali, IRES, ritenute alla fonte, Imposte sostitutive ed IRAP, per importi superiori ad € 15.000,00 annui.

Saranno i professionisti i primi a dover fare i conti con la nuova disposizione. I lavoratori autonomi sono, infatti, i contribuenti che più di altri si trovano alla fine del periodo di imposta con un’importante posizione IRPEF a credito in ragione delle ritenute subite sui compensi lordi incassati nell’anno.

L’agenzia delle entrate, nelle risposte fornite con il Telefisco 2014 ha dato le prime indicazioni ed in particolare la posizione dell’amministrazione ha consentito di chiarire:

  • Che la dichiarazione,, ovviamente non deve precedere l’utilizzo del credito;

  • Che il computo del limite di € 15.000,00 deve essere calcolato con riferimento a ciascuna imposta e non per sommatoria delle stesse.



Nella norma, in particolare, è previsto che, a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data del 31 dicembre 2013, i contribuenti che, ai sensi delle disposizioni che disciplinano la compensazione orizzontale tra crediti e debiti di imposta e contributivi, utilizzano in compensazione i crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte di cui all’articolo 3 del DPR 602/1973, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito e all’imposta regionale sulle attività produttive, per importi superiori ad € 15.000,00 annui, hanno l’obbligo di richiedere l’apposizione del visto di conformità di cui all’articolo 35 comma 1 lettera a) del citato D.Lgs. 241/1990, relativamente alle singole dichiarazioni dalle quali emerge il credito. In alternativa, per i contribuenti soggetti alla revisione contabile, la dichiarazione può essere sottoscritta dai soggetti che effettuano il controllo contabile.

L’infedele attestazione dell’esecuzione dei controlli comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 39 comma 1 lettera a), primo periodo, del D.Lgs. 241/1997 con segnalazione agli organi competenti per l’adozione di ulteriori provvedimenti per le ipotesi di reiterazione delle violazioni, ovvero per l’ipotesi di violazioni particolarmente gravi.



Una norma che se in alcuni aspetti ricalca quella in materia IVA, da questa si distingue per alcuni elementi quali:

  • La non necessaria preventiva presentazione della dichiarazione per poter utilizzare i crediti per importi superiori ad € 15.000,00;

  • La non necessari