Passaggio di anno: come numerare le fatture ai fini dell’identificazione univoca

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 14 gennaio 2014

ricordiamo le diverse modalità con cui è corretto procedere alla numerazione delle fatture ai fini dell'identificazione univoca

Come già commentato su queste colonne, a decorrere dal 1 gennaio 2013, è stato ampliato il contenuto minimo obbligatorio della fattura (art. 21 DPR 633/1973) con l'aggiunta di alcune ulteriori indicazioni quali, ad esempio, il numero di partita IVA del cessionario/committente, ovvero il numero di identificazione IVA, in caso di soggetto passivo stabilito in altro paese UE, nonché il codice fiscale, qualora il cessionario o committente Italiano non agisca nell’esercizio d’impresa, arte o professione.

 

Una delle novità riguardanti il contenuto minimo obbligatorio della fattura è riconducibile, altresì, all’indicazione del numero progressivo che identifica la stessa in modo univoco. Sull’argomento è intervenuta l’Agenzia delle Entrate (RM n. 1 del 10 gennaio 2013) la quale ha precisato che il requisito dell’identificazione univoca (prevista dal richiamato art. 21 DPR 633/1973) è soddisfatto qualora il contribuente utilizzi qualsiasi tipologia di numerazione