La distribuzione dell’onere della prova sulle operazioni inesistenti

di Enzo Di Giacomo

Pubblicato il 14 dicembre 2013

in caso di contestazione di operazione inesistente relativa a costi documentati da regolari fatture, l’onere della prova dell'inesistenza spetta all’ufficio finanziario

Nel caso di costi documentati da fatture relative ad operazioni ritenute inesistenti, l’onere della prova spetta all’ufficio finanziario.

La Suprema Corte, con la sent. 24 luglio 2013, n. 17959, ha affermato che incombe all’ufficio finanziario l’onere di provare l’inesistenza delle fatture per potere contestare l’illegittimità della detrazione Iva operata dal contribuente.

La norma che prevede l’emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti è contenuta nell’art. 8 del D.lgs. n. 74/2000, dove emerge che il reato è punito con la reclusione da un anno e sei mesi fino a sei anni, mentre il successivo art. 9 prevede un'esimente per coloro che concorrono con il soggetto che si avvale di fatture o altri documenti falsi, escludendo la configurazione del reato di emissione di fatture false.

La giurisprudenza di legittimità ritiene che i reati