Società estinte e rapporti debitori pendenti

di Francesco Buetto

Pubblicato il 25 settembre 2013

si sta facendo particolarmente sentire il problema dei rapporti debitori (soprattutto fiscali) rimasti pendenti dopo la cancellazione della società dal registro delle Imprese: quali conseguenze possono esserci per soci, amministratori e liquidatori?

Con l’Ordinanza n. 198 del 17 luglio 2013 (ud. 3 luglio 2013) la Corte Costituzionale ha confermato, in materia di società estinte, il pensiero espresso dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite.

 

L’ordinanza della Consulta

La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale degli artt. 2495 c.c. e 328 c.p.c., “nella parte in cui non prevedono, in caso di estinzione della società per effetto di volontaria cancellazione dal registro delle imprese, che il processo prosegua o sia proseguito nei gradi di impugnazione da o nei confronti della società cancellata, sino alla formazione del giudicato”.

La Corte Costituzionale, nel richiamare e far proprie le argomentazioni della Cassazione a SS.UU. (nn. 6070 e 6071 del 2013), rileva che la disposizione dell'art. 110 c.p.c. (come già affermato anche da Cass. 6 giugno 2012, n. 9110), contempla non solo la "morte" (come tale riferibile unicamente alle persone fisiche), ma altresì qualsiasi "altra causa" per la quale la parte venga meno, “e dunque risulta idonea a ricomprendere anche l'ipotesi dell'estinzione dell'ente collettivo”.

Pertanto, “se l'estinzione della società cancellata dal registro intervenga in pendenza di un giudizio del quale la società è parte, si determina un evento interruttivo del processo, disciplinato dall'art. 299 c.p.c. e segg., con possibile successiva eventuale prosecuzione o riassunzione del medesimo giudizio da parte o nei confronti dei soci”.

 

I principi espressi dalla Cassazione a SS.UU.

Ricordiamo, sinteticamente, i principi espressi con la sentenza n.6070 del 12 ma