Multe stradali low cost per chi paga entro pochi giorni dalla violazione

 

Premessa.

Si è molto parlato negli ultimi periodi di talune modifiche al Codice della Strada che consentirebbero una riduzione della sanzione in caso di pagamenti “rapidi”, una specie di “multa low cost”, evitando da un lato il contenzioso e dall’altro agevolando i comportamenti “virtuosi” da parte dei trasgressori.
Da un punto di vista legislativo, ci si riferisce alla proposta di legge, d’iniziativa parlamentare, concernente talune modifiche all’articolo 2021 del Codice della Strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 2852, in materia di pagamento delle sanzioni.
In particolare si rinvia all’atto Camera 997, assegnato alla IX Commissione Trasporti, in sede referente, il 27 maggio 2013, con richiesta di parere della I Affari Costituzionali, II Giustizia, V Bilancio e VI Finanze, con esame iniziato il 5 giugno 2013.
 

La proposta di iniziativa parlamentare.

L’articolo 202 “Pagamento in misura ridotta” prevede che per le violazioni per le quali il codice della Strada stabilisce una sanzione amministrativa pecuniaria, ferma restando l’applicazione delle eventuali sanzioni accessorie, il trasgressore è ammesso a pagare, entro sessanta giorni dalla contestazione o dalla notificazione, una somma pari al minimo fissato dalle singole norme.
Orbene, con le modifiche proposte, tale somma è ridotta del 20 per cento se il pagamento è effettuato entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notificazione.
Il comma 2 prevede, poi, che il trasgressore può corrispondere la somma dovuta presso l’ufficio dal quale dipende l’agente accertatore oppure a mezzo di versamento in conto corrente postale, oppure, se l’amministrazione lo prevede, a mezzo di conto corrente bancario.
In tal senso, nel verbale contestato o notificato devono essere indicate le modalità di pagamento, con il richiamo delle norme sui versamenti in conto corrente postale, o, eventualmente, su quelli in conto corrente bancario.
Nella nuova versione vengono previsti, quale modalità di pagamento, anche gli strumenti di pagamento elettronico.
Qualora l’agente accertatore sia munito di idonea apparecchiatura, il conducente, in deroga dal quanto sopra previsto, è ammesso ad effettuare immediatamente, nelle mani dell’agente accertatore, il pagamento mediante strumenti di pagamento elettronico, nella misura ridotta del 20 per cento.
L’agente dovrà trasmettere il verbale al proprio comando o ufficio e rilascia al trasgressore una ricevuta della somma riscossa, facendo menzione del pagamento nella copia del verbale che consegna al trasgressore medesimo.
Conseguentemente sono apportate modifiche anche al comma 2 bis con riferimento a talune specifiche violazioni commesse nell’esercizio dell’attività di autotrasporto di persone o cose.
Il provvedimento rimanda infine a due decreti ministeriali alcune regolamentazioni specifiche, in particolare prevede che:

il Ministro dell’interno, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze, promuove la stipulazione di convenzioni con banche, con la società Poste italiane Spa e con altri intermediari finanziari al fine di favorire, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, la diffusione dei pagamenti mediante strumenti di pagamento elettronico;

con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con quelli della giustizia, delle infrastrutture e dei trasporti; dell’economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione e la semplificazione, sono disciplinate, sempre senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, le procedure per la notificazione dei verbali di accertamento delle violazioni, tramite posta elettronica certificata nei confronti dei soggetti abilitati all’utilizzo della medesima, escludendo l’addebito delle spese di …

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