Introdotta la tassazione delle sigarette elettroniche, tra esigenze di copertura e tutela della salute. Ecco come funziona

di Nicola Monfreda

Pubblicato il 3 luglio 2013

per finanziare lo spostamento dell'aumento delle aliquote IVA, con il decreto legge “Lavoro ed IVA” è stata prevista l’applicazione dell’imposta di consumo ai prodotti elettronici surrogati delle sigarette, apportando modifiche al Testo Unico delle Accise, una scelta di natura tributaria con finalità sanitarie (Fabrizio Stella e Nicola Monfreda)

 

  1. Premessa.

Nella Gazzetta Ufficiale 28 giugno 2013, n. 150 è stato pubblicato il decreto legge 28 giugno 2013, n. 76, concernenti i Primi interventi urgenti per la promozione dell’occupazione giovanile, della coesione sociale, nonché in materia di Imposta sul valore aggiunto (IVA) e altre misure finanziarie urgenti1,

Il decreto prevede, tra l’altro, al Titolo III, relativo alle Disposizioni in materia di imposta sul valore aggiunto ed altre misure urgenti, con il comma 22 dell’articolo 11 - Disposizioni in materia fiscale e di impegni internazionali e altre misure urgenti l’aggiunta nel decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 5042, meglio noto come Testo Unico Accise (TUA) dell’articolo 62 quater, concernente l’introduzione di una imposta di consumo sui prodotti succedanei dei prodotti da fumo e, quindi, sulle c.d. e-cigarette. La sigaretta elettronica (la c.d.), esteticamente del tutto simile al prodotto “tradizionale”, è uno strumento dotato di una batteria ricaricabile che consente di inalare vapore di una soluzione di acqua, glicole propilenico, glicerolo e nicotina (in quantità variabile) ed aromi alimentari. Il vapore inalato consente di provare una sensazione simile a quella provata inalando il fumo di tabacco di una tradizionale sigaretta, ma in assenza di combustione e in mancanza dei residui dovuti a tale processo (in primis il catrame).

In linea di principio, con il termine “accisa” ci si riferisce ad una imposizione indiretta sulla produzione e sui consumi che colpisce alcuni determinati prodotti, armonizzata a livello comunitario, con “imposta di consumo” si suole indicare, diversamente, una analoga imposizione non armonizzata.

A titolo esemplificativo, con riguardo all’olio lubrificante, il prodotto se utilizzato come carburante viene sottoposto ad accisa, in quanto rientrante nella categoria dei prodotti energetici, attraverso la tassazione c.d. “per equivalente”, diversamente qualora destinato, messo in vendita o impiegato in usi diversi dalla carburazione e combustione è sottoposto ad un’imposta di consumo, quindi non armonizzata.

In tal senso, viene indicata come “imposta dual-use, proprio in relazione al diverso trattamento fiscale del medesimo prodotto, in ragione della destinazione d’uso dello stess