La compensazione dei crediti con la Pubblica Amministrazione: aspetti contabili

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 19 giugno 2013

ecco come contabilizzare correttamente le operazioni di compensazione effettuate fra debiti tributari e crediti vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione

A decorrere dal 1 gennaio 2011, l’art. 28-quater del D.P.R. 602/1973 ha riconosciuto al contribuente la possibilità di compensare i crediti spettanti verso la pubblica Amministrazione, con le somme iscritte a ruolo. Più precisamente la richiamata disposizione prevede che, i soggetti che vantano "crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti dello Stato, degli Enti pubblici nazionali, delle Regioni, degli Enti locali e degli Enti del Servizio sanitario nazionale per somministrazione, forniture e appalti", possono compensare gli stessi con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo, previo ottenimento della certificazione del credito, di cui all’art. 9, comma 3-bis, del Decreto Legge 185/2008, da parte dell'Ente debitore. Ad ogni modo, non possono essere utilizzati in compensazione, a norma dell’art. 28-quater del D.P.R. 602/1973 e dell’art. 9, comma 3-bis, del Decreto Legge 185/2008, le seguenti tipologie di crediti:

  • crediti vantati da professionisti della Pubblica Amministrazione in quanto non rientrano nell'attività di somministrazione, fo