Il problema della continuità aziendale

La crisi economica che stiamo vivendo gioca un ruolo fondamentale anche in materia di approvazione del bilancio al 31/12/2012, in quanto diventa fondamentale ben valutare uno dei principi cardine che guida i redattori dei bilanci di esercizio ossia il principio della continuità aziendale noto anche come principio del going concern.
La continuità aziendale è un fattore che viene spesso dato per scontato nella redazione del bilancio d’esercizio, tuttavia, l’attuale momento storico, consiglia di ben valutare in sede di redazione del bilancio le prospettive di continuità aziendale per fornire un’informazione veritiera e corretta ai cd. Stakeholder.
 
Secondo i principi contabili Internazionali (vedi IAS 1) la direzione aziendale deve effettuare una precisa valutazione sulle capacità dell’impresa di continuare ad operare nel futuro. Anche l’art. 2423-bis del codice civile detta importanti regole volte ad indicare che i valori iscritti in bilancio devono essere considerati secondo prudenza e nella prospettiva della continuità dell’attività dell’impresa, nel presupposto che l’azienda possa normalmente proseguire la sua attività senza adire ad ipotetiche procedure di liquidazione o procedure concorsuali.
 
TABELLA NORMATIVA
 

IAS 1 – LA DIREZIONE AZIENDALE DEVE TENERE CONTO DI TUTTE LE INFORMAZIONI DISPONIBILI RELATIVAMENTE AL PREVEDIBILE FUTURO, CHE DOVREBBE ESSERE RELATIVO , MA NON LIMITARSI AI DODICI MESI DOPO LA DATA DEL BILANCIO.

ART. 2423-BIS C.C. – LA VALUTAZIONE DEVE ESSERE FATTA SECONDO PRUDENZA E NELLA PROSPETTIVA DELLA CONTINUAZIONE DELL’ATTIVITÀ

 
Soprattutto nelle piccole e medie imprese il concetto di continuità aziendale fatica ad essere ben valutato e spesse volte l’imprenditore, che normalmente coincide con l’Amministratore, non evidenzia le difficoltà aziendali a discapito della correttezza e veridicità dei bilanci societari.
Ricordiamo anche il principio contabile nazionale n. 29, il quale precisa che si deve tenere conto anche dei fatti successivi alla data di riferimento del bilancio (periodo di 12 mesi dopo il 31 dicembre 2012) che possono far venire meno, totalmente o parzialmente, il presupposto della continuità aziendale. Gli amministratori, pertanto, devono e possono manifestare l’intenzione di proporre la liquidazione della società o di cessare l’attività operativa, se le condizioni di operatività normale e continuità aziendale della società sono venute a mancare.
 
Gli indicatori di problematiche
Proviamo ora ad indicare alcuni elementi e fatti tipici che mettono in evidenza la situazione di criticità aziendale; si tratta di fatti indicatori che spesso segnalano in anticipo una situazione problematica che possa influire sulla possibilità di continuità aziendale.
 
Indicatori finanziari:
– situazione di deficit patrimoniale o di capitale circolante netto negativo;
– situazioni di tensione sui prestiti: tendenzialmente i prestiti a scadenza fissa e prossimi alla scadenza non presentano prospettive di rinnovo o di rimborso;
– eccessivo utilizzo di prestiti a breve termine per finanziare attività a lungo termine;
– indicazioni ed elementi di cessazione del sostegno finanziario da parte dei creditori/finanziatori principali;
– bilanci storici ed in prospettiva che mostrano cash flow negativi (la gestione dell’attività aziendale sta erodendo la liquidità invece di crearne nuova);
– i principali indici economico-finanziari negativi;
– si verificano consistenti perdite operative e contestuali perdite di valore delle attività sociali;
– mancanza o discontinuità nella distribuzione dei dividendi;
– sostanziale incapacità di saldare i debiti alle scadenze pattuite;
– incapacità nel rispettare le …

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