Le detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio secondo i notai

un’analisi delle norme per l’accesso alle detrazioni IRPEF per i lavori di ristruttrazione e riqualificazione energetica: le detrazioni per i nuovi immobili, le detrazioni per gli immobili trasferiti

Gli ultimi lavori approvati dal Consiglio Nazionale del Notariato lo scorso 8 gennaio 2013 hanno approfondito tematiche relative al diritto fallimentare, societario, tributario e alle esecuzioni immobiliari; con il presente lavoro analizziamo il documento 129-2012/T dal titolo “Il Decreto “crescita”: le detrazioni delle spese relative al recupero del patrimonio edilizio e il possibile trasferimento del beneficio agli acquirenti di immobili”.

Come ampiamente risaputo il legislatore con l’approvazione del Decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, “Misure urgenti per la crescita del Paese”, convertito dalla legge n. 134 del 7 agosto 2012, ha reso più appetibile il beneficio fiscale per effetto di una duplice modifica:

  1. da una parte la percentuale di detrazione, applicabile dall’entrata in vigore del decreto fino al 30 giugno 2013, pari al 50 per cento in luogo di quella precedente del 36 per cento;

  2. dall’altra è stato anche incrementato il “tetto” massimo di spesa essendo ora possibile determinare la detrazione applicando la predetta percentuale all’importo massimo di 96.000 euro.

La misura è temporanea trovando applicazione fino alla data del 30 giugno 2013.

Occorre preliminarmente ricordare che dal 1° gennaio 2012 la detrazione Irpef del 36 per cento per spese di ristrutturazione su immobili abitativi è entrata nel DPR 917/86 come disposizione a regime; la norma che lo dispone è contenuta nell’art. 4, del D.L. n. 211/2012 (c.d. Manovra Monti).

La detrazione può essere frazionata unicamente in 10 quote annuali, indipendentemente dall’età del contribuente. E’ quindi di fatto venuta meno la diposizione che consentiva di beneficiare della detrazione più rapidamente, suddividendo la spesa detraibile in cinque o in tre rate per i contribuenti con un’età pari o superiore a 75 o 80 anni.

La detrazione a regime riguarda anche gli oneri relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali anche a proprietà comune.

 

La detrazione per i nuovi immobili

Il beneficio interessa gli interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia di cui alle lett. c) e d) dell’art. 3 del D.P.R. n. 380/2001, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro sei mesi dall’ultimazione dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.

La detrazione è fruibile dal successivo acquirente o assegnatario delle singole unità immobiliari e deve essere determinata (a regime) in misura pari al 36 per cento del valore degli interventi eseguiti, che si assume in misura pari al 25 per cento del prezzo dell’unità immobiliare risultante dall’atto di compravendita o di assegnazione. La base di calcolo su cui applicare la predetta percentuale non può superare, ante “decreto crescita” l’importo di 48.000 euro.

 

Le novità “temporali” sulle detrazioni per le spese di ristrutturazione

L’art. 3, comma 1, del D.L. n. 83/2012 ha stabilito che nel periodo compreso dalla data di entrata in vigore, fino al 30 giugno del 2013, le spese relative agli interventi di cui all’art. 16-bis, comma 1, del D.P.R. n. 916/1986, spetta una detrazione di imposta del 50 per cento, fino ad un ammontare complessivo non superiore a 96.000 euro.

Le novità intervenute a seguito del D.L. n. 83/2012 hanno valenza limitata nel tempo, quindi, pur rafforzando temporaneamente le agevolazioni, cioè la misura delle detrazioni, risultano di fatto confermate tutte le disposizioni già applicabili a regime ivi comprese, quindi, le recenti semplificazioni.

L’agevolazione continua a trovare applicazione anche per la realizzazione o l’acquisto di box (o posti auto) di nuova costruzione, pertinenziali ad abitazioni, per i quali la percentuale di detrazione del 50 per cento (temporanea) deve essere comunque applicata sui costi di costruzione attestati dall’impresa cedente sino ad un massimo di 96.000 euro .

Con l’intervento del…

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