Liquidazione societaria: compiti e responsabilità del liquidatore

Liquidazione ed estinzione societaria – recesso del socio, video conferenza in diretta – giovedì 8 novembre

 

Premessa
In un periodo di crisi economica, cui stiamo assistendo, è ormai più frequente la chiusura delle aziende ed in particolare delle società.
Si tratta di un delicato momento della gestione aziendale che merita molta cautela da parte dei soggetti coinvolti, particolarmente riguardo i compiti del liquidatore, di cui con il presente intervento si vuole offrire una rapida illustrazione di tali aspetti.
Per le società di capitali, peraltro, è obbligatorio seguire un procedimento formale di liquidazione.
Comunque, ai fini fiscali la procedura di liquidazione ha effetto a decorrere dallo stesso momento in cui ha effetto ai fini civilistici e pertanto:
– dalla data di iscrizione nel Registro delle Imprese, per le società di capitali;
– dalla data della delibera dei soci, per le società di persone.
 
 
 
 
Adempimenti societari del liquidatore
I liquidatori una volta nominati, devono provvedere ad iscrivere presso il Registro delle imprese la propria nomina.
Dal canto loro, gli amministratori sono obbligati a consegnare ai liquidatori che abbiano accettato la carica:
– libri sociali dell’azienda;
– situazione patrimoniale alla data dello scioglimento;
– conto economico circa i risultati delle operazioni svolte dopo la chiusura dell’ultimo bilancio approvato e fino alla data della liquidazione.
Infatti, nel momento in cui l’assemblea straordinaria sceglie i liquidatori e la loro nomina viene iscritta la Registro delle imprese, gli amministratori cessano i loro diritti e poteri e consegnano ai liquidatori i libri sociali, la situazione patrimoniale della società a seguito dello scioglimento e un resoconto sulla loro gestione relativo al periodo successivo all’ultimo bilancio approvato.
La situazione patrimoniale della società al momento dello scioglimento viene redatto dagli amministratori secondo i consueti criteri previsti dal codice civile.
Poi i liquidatori devono redigere il loro primo bilancio indicando le variazioni nei criteri di valutazione adottati rispetto all’ultimo bilancio approvato, e le ragioni e conseguenze di tali variazioni.
In questo primo bilancio, devono essere iscritti anche i criteri di valutazione delle varie voci di bilancio:
Vanno ad es. eliminate le spese d’impianto, e così via. Inoltre, vanno iscritti, nel primo bilancio, i beni materiali compresi i crediti valutati al presunto valore di realizzo (quindi, al netto dei fondi ammortamento preesistenti). Vanno, infine, evidenziate le “rettifiche di liquidazione” (creando l’apposito conto).
In particolare, il Legislatore ha suddiviso il procedimento di liquidazione in tre fasi fondamentali:
– accertamento del verificarsi di una causa di scioglimento da parte degli amministratori la quale va depositata presso il Registro delle imprese; a partire dal giorno di iscrizione della causa di scioglimento corre l’obbligo per gli amministratori di condurre una gestione conservativa dell’impresa fino al subentro da parte del liquidatore ovvero dei liquidatori;
– procedimento di liquidazione che va dalla pubblicazione della nomina dei liquidatori fino al deposito del bilancio finale di liquidazione e all’esecuzione del piano di riparto;
– estinzione della società, a seguito della sua cancellazione dal Registro delle imprese e deposito dei libri contabili e sociali (per dieci anni al Registro delle imprese in relazione alle società di capitali).
Se la liquidazione dura per più di un esercizio i liquidatori devono procedere alla redazione dei bilanci intermedi di liquidazione.
Compiuta la liquidazione, i liquidatori devono poi redigere il bilancio finale di liquidazione unitamente all’eventuale piano di riparto, …

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