Beni in godimento ai soci: evitata la doppia tassazione per le società trasparenti

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 2 ottobre 2012

i chiarimenti dell'Agenzia sui beni concessi in uso ai soci dalle società ha, fortunatamente, scongiurato i rischi di doppia imposizione per le società fiscalmente trasparenti

L’art. 2, cc. da 36-terdecies a 36-duodevicies, del D.L. n. 138/2011 dispone che in caso di concessione di beni d’impresa in godimento ai soci o familiari, l’eventuale differenza tra valore di mercato del diritto di godimento del bene stesso e l’eventuale corrispettivo pagato dal socio utilizzatore costituisce reddito diverso (nuova lettera h-ter dell’articolo 67 del Tuir), mentre in capo al soggetto concedente (società o impresa) si realizza l’indeducibilità di tutti i costi (quote di ammortamento se il bene è detenuto in proprietà, canoni di locazione qualora sia posseduto in locazione, anche finanziaria, spese di gestione...).

L’art. 2, cc. 36-sexiesdecies e 36-septiesdecies, del D.L. 138/2011, al fine di garantire una concr