Reclamo e mediazione fiscale: analisi degli aspetti operativi

Premessa

Gli operatori del processo tributario sono oramai alle prese con le prime applicazioni operative, e con le inevitabili problematiche interpretative, inerenti il nuovo istituto del reclamo-mediazione ex art. 17-bis del D.lgs n.546/92.

L’imminenza della fase operativa – considerato che il reclamo-mediazione riguarda gli atti dell’Agenzia Entrate, notificati dopo il 1 aprile 2012, coinvolgenti liti per un valore inferiore ai ventimila euro – ricade sui contribuenti, già destinatari di tal tipo di pretesa tributaria, che si avviano ad affrontare la redazione dei primi atti di opposizione-annullamento, eccezion fatta per quelli che intendono proporre preventiva istanza di accertamento con adesione.

Ai dubbi sostanziali che possono presentarsi ai primi reclamanti, offre più di una soluzione la Circolare n.9/e del 19 marzo 2012 dell’Agenzia entrate. Da notare che tale documento, a più riprese ed in maniera inequivocabile, evidenzia come il nuovo istituto rappresenti, nelle intenzioni della parte pubblica, una eccezionale occasione di deflazione del contenzioso.

In effetti, l’Agenzia Entrate (di seguito indicata con l’abbreviazione “AE”), scioglie diversi nodi interpretativi in qualche modo affrontati in precedenza dalla dottrina. Uno di questi ultimi era costituito dalla identificazione delle “strutture diverse (ndr : dell’ AE) ed autonome da quelle che curano l’istruttoria degli atti reclamabili” (v.si comma 5 dell’art. 17bis citata fonte) cioè delle strutture responsabili del vaglio e delle determinazioni relative al reclamo e alla eventuale mediazione .

Ebbene, a tal compito l’AE ha deputato1 , quali interlocutori di riferimento, gli Uffici legali delle Direzioni provinciali, nonché le analoghe strutture delle Direzioni regionali e del Centro operativo di Pescara per i procedimenti di competenza di quest’ultimo.

 

Ambito applicativo oggettivo

In sintesi, sono oggetto di mediazione i seguenti atti: l’avviso di accertamento, l’avviso di liquidazione, il provvedimento che irroga le sanzioni, il ruolo, il rifiuto espresso o tacito della restituzione di tributi, le sanzioni pecuniarie e gli interessi o gli altri accessori non dovuti, il diniego o la revoca di agevolazioni o il rigetto di domande di definizione agevolata di rapporti tributari, ogni altro atto emanato dall’Agenzia delle entrate per il quale la legge prevede l’autonoma impugnabilità innanzi alle Commissioni tributarie.

Qui un’altra, attesa, interpretazione applicativa dell’AE in ordine ad una norma (comma 1 citato art. 17bis) che – per quel che riguarda l’oggetto del reclamo-mediazione – fa riferimento agli “atti emessi dall’Agenzia Entrate”, espressione letterale che aveva indotto ad ipotizzare l’esclusione operativa, dal nuovo istituto, del rifiuto tacito di ripetizione del tributo.

L’AE, invece, apre le porte del reclamo anche ai casi in cui l’ufficio abbia prestato silenzio-rifiuto all’istanza di rimborso ad esso rivolta dal contribuente; qui si coglie un chiaro segno dell’ampio raggio di azione attribuito al reclamo-mediazione dall’AE che, evidentemente, intende così porre un forte freno ad atteggiamenti giudizialmente bellicosi ed oltranzisti .

La scelta “onnicomprensiva” in tema di restituzione di tributi è stata giustificata dal fatto che una eventuale esclusione della fattispecie del diniego-tacito di rimborso avrebbe determinato una disparità di trattamento peraltro imputabile espressamente al mero arbitrio comportamentale dell’erario; infatti, se la scelta fosse stata diversa, la proponibilità del reclamo , in siffatta materia, sarebbe dipesa dalla scelta dell’ufficio di non accogliere l’istanza attraverso una forma “espressa” o “tacita” di rigetto.

In ordine invece al “gemellaggio” che la dottrina contestava alle figure del reclamo-mediazione e dell’accertamento con adesione, l’AE ha sottolineato i tratti distintivi che caratterizzano la mediazione rispetto agli altri istituti deflativi del contenzioso, tra i quali l’autotutela e –…

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