Reclamo e mediazione fiscale: analisi degli aspetti operativi

di Antonino Russo

Pubblicato il 21 luglio 2012

la mediazione tributaria è oramai realtà, ecco alcuni interessanti spunti relativi ai punti più complessi della nuova procedura deflattiva: il litisconsorzio, il caso dei coobligati solidali, la sospensione dei termini ed il valore della controversia

Premessa

Gli operatori del processo tributario sono oramai alle prese con le prime applicazioni operative, e con le inevitabili problematiche interpretative, inerenti il nuovo istituto del reclamo-mediazione ex art. 17-bis del D.lgs n.546/92.

L’imminenza della fase operativa - considerato che il reclamo-mediazione riguarda gli atti dell’Agenzia Entrate, notificati dopo il 1 aprile 2012, coinvolgenti liti per un valore inferiore ai ventimila euro - ricade sui contribuenti, già destinatari di tal tipo di pretesa tributaria, che si avviano ad affrontare la redazione dei primi atti di opposizione-annullamento, eccezion fatta per quelli che intendono proporre preventiva istanza di accertamento con adesione.

Ai dubbi sostanziali che possono presentarsi ai primi reclamanti, offre più di una soluzione la Circolare n.9/e del 19 marzo 2012 dell’Agenzia entrate. Da notare che tale documento, a più riprese ed in maniera inequivocabile, evidenzia come il nuovo istituto rappresenti, nelle intenzioni della parte pubblica, una eccezionale occasione di deflazione del contenzioso.

In effetti, l’Agenzia Entrate (di seguito indicata con l’abbreviazione “AE”), scioglie diversi nodi interpretativi in qualche modo affrontati in precedenza dalla dottrina. Uno di questi ultimi era costituito dalla identificazione delle “strutture diverse (ndr : dell’ AE) ed autonome da quelle che curano l’istruttoria degli atti reclamabili” (v.si comma 5 dell’art. 17bis citata fonte) cioè delle strutture responsabili del vaglio e delle determinazioni relative al reclamo e alla eventuale mediazione .

Ebbene, a tal compito l’AE ha deputato1 , quali interlocutori di riferimento, gli Uffici legali delle Direzioni provinciali, nonché le analoghe strutture delle Direzioni regionali e del Centro operativo di Pescara per i procedimenti di competenza di quest’ultimo.

 

Ambito applicativo oggettivo

In sintesi, sono oggetto di mediazione i seguenti atti: l’avviso di accertamento, l’avviso di liquidazione, il provvedimento che irroga le sanzioni, il ruolo, il rifiuto espresso o tacito della restituzione di tributi, le sanzioni pecuniarie e gli interessi o gli altri accessori non dovuti, il diniego o la revoca di agevolazioni o il rigetto di domande di definizione agevolata di rapporti tributari, ogni altro atto emanato dall’Agenzia delle entrate per il quale la legge prevede l’autonoma impugnabilità innanzi alle Commissioni tributarie.

Qui un’altra, attesa, interpretazione applicativa dell’AE in ordine ad una norma (comma 1 citato art. 17bis) che – per quel che riguarda l’oggetto del reclamo-mediazione - fa riferimento agli “atti emessi dall’Agenzia Entrate”, espressione letterale che aveva indotto ad ipotizzare l’esclusione operativa, dal nuovo istituto, del rifiuto tacito di ripetizione del tributo.

L’AE, invece, apre le porte del reclamo anche ai casi in cui l’ufficio abbia prestato silenzio-rifiuto all’istanza di rimborso ad esso rivolta dal contribuente; qui si coglie un chiaro segno dell’ampio raggio di azione attribuito al reclamo-mediazione dall’AE che, evidentemente, intende così porre un forte freno ad atteggiamenti giudizialmente bellicosi ed oltranzisti .

La scelta “onnicomprensiva” in tema di restituzione di tributi è stata giustificata dal fatto che una eventuale esclusione della fattispecie del diniego-tacito di rimborso avrebbe determinato una disparità di trattamento peraltro imputabile espressamente al mero arbitrio comportamentale dell’erario; infatti, se la scelta fosse stata diversa, la proponibilità del reclamo , in siffatta materia, sarebbe dipesa dalla scelta dell’ufficio di non accogliere l’istanza attraverso una forma “espressa” o “tacita” di rigetto.

In ordine invece al “gemellaggio” che la dottrina contestava alle figure del reclamo-mediazione e dell’accertamento con adesione, l’AE ha sottolineato i tratti distintivi che caratterizzano la mediazione rispetto agli altri istituti deflativi del contenzioso, tra i quali l’autotutela e – appunto - l’accertamento con adesione.

In questa ottica la circolare de qua ha posto in rilievo il carattere obbligatorio del nuovo istituto per gli atti di valore non superiore a ventimila euro, che, da un lato, ricade sul contribuente volto ad adire la giustizia tributaria e, dall’altro lato, impone all’Ufficio di esaminare sistematicamente l’istanza del contribuente e di riscontrarla in maniera espressa.

Secondo l’AE non è prospettabile, in definitiva, una sovrapposizione tra i predetti istituti deflativi, valutato il fatto che il procedimento di cui all’articolo 17-bis del D.Lgs. n. 546 del 1992 è “proiettato” sul processo tributario e induce il contribuente e l’Ufficio – anche attraverso il rilevato carattere di obbligatorietà – ad anticipare l’esito dell’eventuale giudizio e, quindi, a porre in essere ogni determinazione idonea ad evitare contenziosi dall’esito incerto .

La distinzione, nei confronti dell’accertamento con adesione, è poi rimarcata dalla circostanza che il procedimento di reclamo-mediazione non è limitato ai soli avvisi di accertamento ma si estende a tutti gli atti impugnabili provenienti dall’AE, compresi (come detto) i dinieghi di rimborso e le iscrizioni a ruolo.

Da notare che la medesima fonte ha segnalato che, sotto il profilo temporale, la nuova procedura di mediazione trova applicazione con riferimento alle ipotesi di rifiuto tacito per le quali, alla data del 1° aprile 2012, non siano decorsi novanta giorni dalla data di presentazione dell’istanza di rimborso.

Nessuna estensione applicativa invece per atti che non sono propri dell’AE2. La Circolare, infatti, ha escluso l’operatività del reclamo-mediazione in ordine a : avviso di mora3, iscrizione di ipoteca sugli immobili di cui all’articolo 77 del DPR n. 602 del 1973, fermo di beni mobili registrati, di cui all’articolo 86 del DPR n. 602 del 1973, atti relativi alle operazioni catastali4.

L’AE, tuttavia, ha evidenziato che trova applicazione al procedimento de quo anche il disposto dell’articolo 19, comma 3 del D.Lgs. n. 546 del 19925, riferibile ai casi in cui il contribuente intende impugnare, con il ricorso, anch