Il piccolo contribuente non paga l’IRAP

di Antonio Terlizzi

Pubblicato il 2 maggio 2012

è arrivato il momento delle dichiarazioni dei redditi! ecco una rassegna ragionata delle diverse casistiche relative alla possibilità di non calcolare e pagare l'IRAP per i piccoli contribuenti sprovvisti di autonoma organizzazione

ATTIVITA’ AUSILIARIE – 2195 c.c.

E’ notorio che tra il “territorio” dell’impresa e quello del lavoro autonomo è configurabile un’area grigia rappresentata dallo svolgimento delle attività ausiliarie di cui all’art. 2195 c.c..

Tali attività, pur essendo ai fini delle imposte sul reddito considerate produttive di reddito d’impresa, possono essere svolte dal soggetto senza autonoma organizzazione (Corte Cassazione sentenze S.U. n. 12108 e n. 12111 del 2009 )

Tale ultimo orientamento del giudice di legittimità è stato recepito con circolare n. 28 del 2010.

È, quindi, superata la posizione espressa nella circolare 45 del 2008(1) secondo cui, per tali soggetti, l’elemento organizzativo è connaturato alla nozione stessa di impresa.

Il principio statuito nelle citate sentenze del 2009 è applicabile a tutte le attività ausiliarie di cuiall’art. 2195 c.c. (v. circolare n. 28 del 2010; ordinanza 10 dicembre 2010, n. 25040)

Sono imprese ausiliarie: “quelle che, prive di intrinseca autonomia funzionale, hanno come scopo tipico l’oggettiva agevolazione di altre attività, sicché l’impresa esercente l’attività,ausiliaria, a differenza di quella produttrice di servizi…, seda un lato deve avere una propria struttura organizzativaed operativa ben distinta da quella delle imprese ausiliate,dall’altro deve svolgere una funzione accessoria,complementare e strumentale rispetto all’attività, tipica dialtre imprese talché, ove venisse separata da queste, nonavrebbe alcuna possibilità di utile applicazione” (Corte di cassazione, sentenza 28 maggio 2003, n. 8485).

Possono essere considerate, in particolare, attività ausiliarie quelle svolte da: agente di commercio (art. 1 c. 1 legge 204 del 1985), rappresentante di commercio, agente di assicurazioni (art. 1753 c.c.), broker assicurativo (art. 106 d.lgs. 209 del 2005), promotore finanziario (art. 31 c. 2 d.lgs. 58 del 1998), procacciatore d’affari (rapporto di collaborazione atipico, non regolato da norme di legge), mediatore (art. 1754 c.c.) e vi rientra anche l’agente immobiliare.

L’esclusione da IRAP, in assenza di autonoma organizzazione, è stata espressamente estesa dalla suprema Corte di Cassazione a: agenti di assicurazione (6 dicembre 2011, n. 26158; 5 aprile 2011, n. 10851; 4 agosto 2010, n. 18149), rappresentanti di commercio (12 gennaio 2012, n. 251), procacciatori (16 aprile 2010, n. 9185 e 9187; 11 febbraio 2010, n. 3236), broker assicurativi (ordinanza 14 luglio 2011, n. 15586), mediatori (sentenza 17 marzo 2010, n. 6429), consulente aziendale (sentenza n.4490 del 21/03/2012)

 

PICCOLI IMPRENDITORI – art. 2083 c.c.

In alcune pronunce, la Corte di Cassazione ha esteso i principi già espressi in relazione ai professionisti ed agli ausiliari anche ad alcune figure di piccoli imprenditori (coltivatore diretto, tassista, artigiano).

Secondo il fisco il contenzioso deve essere coltivato sostenendo in ogni caso l’assoggettabilità ad IRAP data la natura imprenditoriale dell’attività svolta e, in subordine, la sussistenza degli elementi costitutivi dell’autonoma organizzazione.

 

Autonoma organizzazione

Il requisito dell'autonoma organizzazione, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente:

a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell'organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;

b) impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività in assenza dell'organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.

 

L'esercizio della libera professione deve essere escluso dall'applicazione dell'imposta qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata, e detto requisito ricorre quando il contribuente:

a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell'organizzazione e non risulti, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;

b) impieghi beni strumentali eccedenti - secondo l'id quod plerumque accidit - il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività in assenza dell'organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui. Costituisce onere del contribuente, che chieda il rimborso dell'imposta asseritamente non dovuta, dare la prova dell'assenza delle predette condizioni».

 

La presenza di personale dipendente è sempre rilevante in positivo ai fini dell’autonoma organizzazione, anche se questo presta lavoro a tempo parziale (Cass. 3 novembre 2011, n. 22873; 2 febb