I controlli relativi alla disciplina antiriciclaggio

L’art. 12, comma 1, del decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito dalla legge n. 214 del 22 dicembre 2011, ha ridotto da 2.500 a 1.000 euro la soglia di legge relativa alla circolazione del denaro contante, degli assegni e dei libretti al portatore(1).

 

In precedenza, sul punto, erano stati effettuati altri interventi legislativi, ed in particolare:

– l’art. 20, c. 1, del decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010, convertito in legge n. 122 del 30 luglio 2010, aveva ridotto – dal 31 maggio 201047 – da 12.500 a 5.000 euro la predetta soglia di legge, inasprendo le sanzioni relative a questa tipologia di violazioni;

– un’ulteriore riduzione della soglia era stata prevista dall’art. 2, c. 4, del decreto legge n. 138 del 13 agosto 2011, convertito in legge n. 148 del 14 settembre 2011, recante “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo” che aveva stabilito – a partire dal 13 agosto 2011 – a 2.500 euro l‟importo delle disposizioni di cui all’art. 49, cc. 1, 5, 8, 12 e 13, del decreto 231/2007.

 

Riepilogando:

– fino al 30 maggio 2010, la soglia di riferimento è stata di 12.500 euro;

– tra il 31 maggio 2010 ed il 12 agosto 2011, l‟importo è stato di 5.000 euro;

– dal 13 agosto 2011 al 5 dicembre 2011, la soglia è stata di 2.500 euro;

  • dal 6 dicembre 2011, l’importo è di 1.000 euro.

 

Le limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore

L’art. 49 del decreto 231/2007 stabilisce ora il divieto di trasferimento, effettuato a qualsiasi titolo fra soggetti diversi, di denaro contante, di libretti al portatore o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, quando il valore oggetto dell‟operazione è complessivamente pari o superiore a 1.000 euro (art. 49, c. 1).

 

Il trasferimento è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia che appaiono artificiosamente frazionati allo scopo di eludere la legge.

 

Tuttavia, è possibile effettuare i trasferimenti eccedenti la soglia di legge avvalendosi delle banche, degli Istituti di moneta elettronica (IMEL) e delle Poste italiane S.p.A., che provvedono al pagamento nei confronti del beneficiario a decorrere dal terzo giorno lavorativo successivo a quello di accettazione della disposizione (art. 49, cc. 1 e 2).

 

E’ da evidenziare che:

– l’obiettivo del legislatore è quello di canalizzare la maggior parte dei flussi finanziari movimentati dagli operatori economici negli archivi degli enti creditizi, consentendo così un tracciamento completo dell’origine, della destinazione e dei passaggi intermedi del denaro contante, dei libretti e dei titoli al portatore;

– il divieto sussiste indipendentemente dalla natura lecita o illecita dell’operazione alla quale il trasferimento si riferisce, trattandosi di un illecito “oggettivo”, in cui non rilevano – per la sussistenza della violazione – le ragioni che hanno determinato il trasferimento dei valori;

– il divieto ha per oggetto esclusivamente il denaro, i libretti di risparmio bancari o postali al portatore ed i titoli al portatore e, quindi, valori per loro natura anonimi; pertanto, non rientrano nel divieto i libretti di risparmio ed i titoli nominativi;

– la violazione si realizza quando il trasferimento intercorre fra soggetti diversi, costituenti distinti centri di interesse. Ciò significa che della stessa violazione è responsabile, insieme al soggetto che ha effettuato il trasferimento, anche colui che ha acquisito i valori trasferiti, in quanto con il suo comportamento ha contribuito ad eludere il fine della legge. Sul punto, la Commissione prevista dall’articolo 1 del D.P.R. n. 114 del 14 maggio 2007 ha sempre considerato come effettuato tra soggetti diversi il trasferimento di denaro intervenuto (ad esempio, a titolo di conferimento di capitale) tra il socio e la società di cui questi fa parte, ovvero tra società controllata e società controllante.

 

Analoga posizione è stata assunta:

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