I controlli relativi alla disciplina antiriciclaggio

di Paolo Giovannetti

Pubblicato il 15 maggio 2012

un riassunto delle istruzioni operative e delle linee guida della Guardia di Finanza per i controlli relativi alle operazioni a rischio antiriciclaggio

L’art. 12, comma 1, del decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito dalla legge n. 214 del 22 dicembre 2011, ha ridotto da 2.500 a 1.000 euro la soglia di legge relativa alla circolazione del denaro contante, degli assegni e dei libretti al portatore(1).

 

In precedenza, sul punto, erano stati effettuati altri interventi legislativi, ed in particolare:

- l'art. 20, c. 1, del decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010, convertito in legge n. 122 del 30 luglio 2010, aveva ridotto - dal 31 maggio 201047 - da 12.500 a 5.000 euro la predetta soglia di legge, inasprendo le sanzioni relative a questa tipologia di violazioni;

- un'ulteriore riduzione della soglia era stata prevista dall'art. 2, c. 4, del decreto legge n. 138 del 13 agosto 2011, convertito in legge n. 148 del 14 settembre 2011, recante “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo” che aveva stabilito - a partire dal 13 agosto 2011 - a 2.500 euro l‟importo delle disposizioni di cui all'art. 49, cc. 1, 5, 8, 12 e 13, del decreto 231/2007.

 

Riepilogando:

- fino al 30 maggio 2010, la soglia di riferimento è stata di 12.500 euro;

- tra il 31 maggio 2010 ed il 12 agosto 2011, l‟importo è stato di 5.000 euro;

- dal 13 agosto 2011 al 5 dicembre 2011, la soglia è stata di 2.500 euro;

  • dal 6 dicembre 2011, l’importo è di 1.000 euro.

 

Le limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore

L'art. 49 del decreto 231/2007 stabilisce ora il divieto di trasferimento, effettuato a qualsiasi titolo fra soggetti diversi, di denaro contante, di libretti al portatore o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, quando il valore oggetto dell‟operazione è complessivamente pari o superiore a 1.000 euro (art. 49, c. 1).

 

Il trasferimento è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia che appaiono artificiosamente frazionati allo scopo di eludere la legge.

 

Tuttavia, è possibile effettuare i trasferimenti eccedenti la soglia di legge avvalendosi delle banche, degli Istituti di moneta elettronica (IMEL) e delle Poste italiane S.p.A., che provvedono al pagamento nei confronti del beneficiario a decorrere dal terzo giorno lavorativo successivo a quello di accettazione della disposizione (art. 49, cc. 1 e 2).

 

E’ da evidenziare che:

- l’obiettivo del legislatore è quello di canalizzare la maggior parte dei flussi finanziari movimentati dagli operatori economici negli archivi degli enti creditizi, consentendo così un tracciamento completo dell’origine, della destinazione e dei passaggi intermedi del denaro contante, dei libretti e dei titoli al portatore;

- il divieto sussiste indipendentemente dalla natura lecita o illecita dell’operazione alla quale il trasferimento si riferisce, trattandosi di un illecito “oggettivo”, in cui non rilevano - per la sussistenza della violazione - le ragioni che hanno determinato il trasferimento dei valori;

- il divieto ha per oggetto esclusivamente il denaro, i libretti di risparmio bancari o postali al portatore ed i titoli al portatore e, quindi, valori per loro natura anonimi; pertanto, non rientrano nel divieto i libretti di risparmio ed i titoli nominativi;

- la violazione si realizza quando il trasferimento intercorre fra soggetti diversi, costituenti distinti centri di interesse. Ciò significa che della stessa violazione è responsabile, insieme al soggetto che ha effettuato il trasferimento, anche colui che ha acquisito i valori trasferiti, in quanto con il suo comportamento ha contribuito ad eludere il fine della legge. Sul punto, la Commissione prevista dall’articolo 1 del D.P.R. n. 114 del 14 maggio 2007 ha sempre considerato come effettuato tra soggetti diversi il trasferimento di denaro intervenuto (ad esempio, a titolo di conferimento di capitale) tra il socio e la società di cui questi fa parte, ovvero tra società controllata e società controllante.

 

Analoga posizione è stata assunta:

  • per i trasferimenti di denaro intervenuti tra società appartenenti allo stesso gruppo, le quali, sotto il profilo soggettivo, rimangono entità distinte;

  • con riferimento all’operatività delle Società di Intermediazione Mobiliare (SIM), nell’ipotesi di richiesta di un cliente, titolare di un dossier titoli al portatore, di trasferire i suddetti titoli in un dossier cointestato con altra persona sempre presso la stessa SIM. In questo caso, qualora l’importo dei titoli è superiore alla soglia di legge, trattandosi di soggetti diversi, il trasferimento dovrà avvenire necessariamente per il tramite di una banca o di poste italiane S.p.A.; viceversa, in tema di titoli al portatore, è stato espresso l’avviso che l’estinzione da parte di un coniuge di un certificato di deposito al portatore eccedente la soglia di legge, acceso dall’altro coniuge, non costituisce violazione se i coniugi versano in regime di comunione di beni: in tal caso, non si realizza l’ipotesi di trasferimento tra soggetti diversi in quanto il titolo è da considerarsi di proprietà della comunione familiare della quale entrambi i coniugi hanno la gestione.

  • in via generale, il divieto di cui all’art. 49, comma 1, riguarda i trasferimenti in unica soluzione di denaro, libretti di deposito al portatore e di titoli al portatore per importo pari o superiore a 1.00052, anche quando tale limite viene superato cumulando le suddette diverse specie di mezzi di pagamento;

  • con riferimento alla presenza di più trasferimenti, singolarmente di importo inferiore alla soglia di legge, ma di ammontare complessivamente superiore, preme evidenziare quanto affermato dal Ministero dell‟Economia e delle Finanze - anche in virtù dei pareri espressi nel tempo dalla richiamata Commissione - con foglio n. 65633 del 12 giugno 2008, secondo cui:

    • nel caso di più trasferimenti singolarmente di importo inferiore alla soglia di legge, ma complessivamente di ammontare superiore, sfuggono al divieto, perché tra loro non cumulabili, quelli relativi a distinte ed autonome operazioni (es. singoli pagamenti effettuati presso casse distinte di diversi settori merceologici nei magazzini “cash and carry”), ovvero alla medesima operazione, quando il frazionamento è connaturato all’operazione stessa (ad. es. contratto di somministrazione), oppure è la conseguenza di un preventivo accordo negoziale perfezionato tra la parti (ad es. pagamento rateale);

    • rientra, comunque, nel potere discrezionale dell’Amministrazione valutare caso per caso, se il frazionamento sia stato invece realizzato con lo specifico scopo di eludere il divieto imposto dalla disposizione.

 

Ad esempio:

  • è da ritenersi operazione cumulabile, anche se effettuata oltre il termine di sette giorni, la distribuzione in contanti suddivisa in più tranches, ognuna di importo inferiore alla soglia di legge, ma riferita ad un unico dividendo societario (vgs citata circolare Ministero Economia e Finanze n. 65633 del 12 giugno 2008);

  • costituiscono operazioni frazionate riconducibili ad un unico importo, più trasferimenti, singolarmente inferiori alla soglia di legge, ma complessivamente di ammontare superiore, effettuati in denaro a favore dello stesso soggetto e registrati sul libro contabile dell‟imprenditore sotto la medesima data (Tribunale di Roma, 14 ottobre