Trattamento fiscale dell’attività di mediazione

sono imponibili sia ai fini Ires che Iva i compensi percepiti dagli organismi di mediazione, anche se questi ultimi sono costituiti dai consigli degli ordini degli avvocati come loro articolazioni o come enti autonomi

L’istituto della mediazione è stato introdotto nell’ordinamento ad opera del D.Lgs. 28/2010 e ad esso è stata data attuazione con un decreto ministeriale dell’ottobre dell’anno scorso. Gli organismi di mediazione possono essere costituiti oltre che da enti di diritto privato anche di diritto pubblico e, in particolare, anche da parte dei consigli degli ordini degli avvocati, che possono istituirli sotto forma di loro articolazioni interne (dipartimenti) ovvero come enti autonomi.

Con l’istanza di interpello oggetto della risoluzione in commento, il Consiglio Nazionale Forense1 ha chiesto all’amministrazione finanziaria di conoscere il trattamento fiscale ai fini Ires ed Iva da applicare ai contributi erogati dai consigli degli ordini degli avvocati agli organismi di mediazione da essi costituiti, nonché ai compensi percepiti da tali organismi per l’attività di mediazione svolta.

Prima di esaminare i chiarimenti forniti dall’agenzia delle entrate, è appena il caso di delineare brevemente l’attività di mediazione in oggetto e il relativo quadro normativo.

 

Il nuovo istituto della mediazione

La fonte normativa primaria dell’istituto in oggetto è rinvenibile nell’articolo 60 della legge 18 giugno 2009, numero 69, con cui è stata conferita la delega al governo in materia di mediazione di conciliazione delle controversie civili è commerciali. Con il decreto legislativo 28/2010, il governo ha esercitato la predetta delega e, infine, con il decreto ministeriale 18 ottobre 2010, numero 180, è stata data attuazione alla normativa di riferimento.

In base alle disposizioni poc’anzi citate, la mediazione è l’attività svolta da un terzo imparziale finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa; l’attività di conciliazione invece consiste nella composizione di una controversia a seguito dello svolgimento della mediazione2.

Gli organismi di mediazione sono enti pubblici o privati ovvero loro articolazioni presso cui si svolge il procedimento di mediazione. Tali organismi devono essere iscritti nell’apposito registro istituito presso il ministero della giustizia3. Inoltre, tali organismi devono dare garanzie di serietà in efficienza. È previsto, poi, che i consigli degli ordini degli avvocati possono istituire organismi presso ciascun tribunale, avvalendosi di proprio personali e utilizzando i locali loro messi a disposizione dal presidente del tribunale4.

Il decreto attuativo 180/2010 elenca i seguenti requisiti necessari per l’iscrizione nel registro:

  • l’organismo di mediazione deve possedere un’adeguata capacità finanziaria, ovvero un capitale non inferiore a € 10.000, ed un’idonea struttura organizzativa tale da consentire lo svolgimento dell’attività di mediazione in almeno due regioni italiane o in almeno due province della medesima regione5;

  • per l’attività di mediazione deve essere stipulata una polizza assicurativa di importo non inferiore a € 500.000 per la responsabilità a qualunque titolo derivanti dallo svolgimento dell’attività medesima6;

  • trasparenza amministrativa e contabile dell’organismo, anche nei rapporti con l’ente di cui eventualmente ne sia un’articolazione, al fine di dimostrare l’autonomia finanziaria e funzionale7;

  • il numero di mediatori di cui si avvale l’organismo non può essere inferiore a cinque8.

Per gli organismi di mediazione costituiti, anche in forma associata, dalle camere di commercio e dai consigli degli ordini professionali, tra cui consigli degli ordini degli avvocati, i predetti requisiti risultano già verificati per legge, nel senso che il legislatore presume che siano già sussistenti, ad eccezione di quello relativo al possesso della polizza assicurativa9. Conseguentemente, una volta che sia stata dimostrata l’esistenza di tale copertura assicurativa, l’iscrizione nell’apposito registro degli organismi costituiti dei…

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