La Riforma del Terzo Settore: la prevalenza commerciale e le attività diverse

di Nicola Forte

Pubblicato il 14 aprile 2021



Una delle novità più rilevanti riguardanti la riforma è la coesistenza degli enti del Terzo settore commerciali con gli enti del terzo settore non commerciali. Ricordiamo che, a un ente non commerciale che esercita per l’intero periodo d’imposta prevalentemente un’attività commerciale, il Fisco può disconoscerne la qualifica: in tal caso, l’intero reddito prodotto viene assoggettato a tassazione ai fini IRES. Vediamo le ulteriori possibili conseguenze...

Novità riforma del Terzo settore: coesistenza enti commerciali e non commerciali

riforma terzo settoreUna delle novità più rilevanti riguardanti la riforma del terzo settore di cui al D.Lgs n. 117/2017 è la coesistenza degli enti del Terzo settore commerciali con gli enti del terzo settore non commerciali.

Fin quanto la riforma non sarà entrata integralmente in vigore, l’Agenzia delle entrate applicherà nell’esercizio dell’attività di accertamento l’art. 149 del TUIR, la cui rubrica è Perdita della qualifica”.

Se un ente non commerciale, esercita per l’intero periodo d’imposta prevalentemente un’attività commerciale, l’Agenzia delle entrate può disconoscerne la qualifica.

Conseguentemente, l’intero reddito prodotto viene assoggettato a tassazione ai fini IRES.

 

Perdita della qualifica di ente non commerciale e iscrizione al RUNTS

La situazione descritta è destinata ad essere superata completamente per gli enti che