Piano di risanamento: l’attestazione del professionista

Il Piano attestato di risanamento è uno strumento stragiudiziale che permette all’imprenditore in crisi o in stato di insolvenza di proporre un progetto, rivolto ai creditori, idoneo a consentire il risanamento dell’esposizione debitoria dell’impresa.
Compito del Professionista attestatore è quello di attestare la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano e, quindi, l’effettiva idoneità del piano di risanamento complessivamente considerato al raggiungimento dell’obiettivo perseguito, di risanamento dell’impresa e recupero del suo equilibrio patrimoniale, economico e finanziario.

piano di risanamento attestazione professionistaPiano di risanamento: aspetti generali

Il piano di risanamento è un atto unilaterale del debitore ma, nella pratica, viene redatto grazie alla compartecipazione dei creditori (quali banche e società finanziarie), che devono garantire l’elaborazione di una documento efficace, attraverso la formulazione di proposte e accettazione di richieste che possono anche riguardare la riduzione o la dilazione nel tempo del debito.

(Per approfondire…“Accordi di ristrutturazione, Concordato Preventivo e Piano di risanamento: istituti a confronto”)

Ovviamente, tali modifiche dovranno essere in primis sottoscritte dai creditori.

Il piano, idoneo a consentire il risanamento dell’esposizione debitoria e ad assicurare il riequilibrio della situazione finanziaria, è rivolto ai creditori, deve portare data certa (come anche tutti gli atti compiuti in esecuzione dello stesso) e ha un contenuto minimo stabilito per legge.

Esso deve difatti indicare:

  1. la situazione economico-patrimoniale e finanziaria dell’impresa;
     
  2. le principali cause della crisi;
     
  3. le strategie d’intervento e dei tempi necessari per assicurare il riequilibrio della situazione finanziaria;
     
  4. i creditori e l’ammontare dei crediti dei quali si propone la rinegoziazione e lo stato delle eventuali trattative;
     
  5. gli apporti di finanza nuova (eventualmente);
     
  6. i tempi delle azioni da compiersi, che consentono di verificarne la realizzazione, nonché gli strumenti da adottare nel caso di scostamento tra gli obiettivi e la situazione in atto.

Il ruolo fondamentale è occupato dal professionista attestatore cioè colui che valuterà il piano predisposto dagli advisor e ne attesterà la veridicità dei dati e la fattibilità finanziaria.

La finalità è quella di garantire la stabilità di atti, pagamenti e garanzie sui beni del debitore in caso di fallimento.

 

Il piano attestato di risanamento: requisiti e contenuto

Il Piano attestato di risanamento è uno strumento stragiudiziale che permette all’imprenditore in stato di crisi o di insolvenza di proporre un progetto, rivolto ai creditori al fine del risanamento dell’esposizione debitoria dell’impresa.

Il nuovo Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza, D.lgs. 14/2019, ha modificato la disciplina prevista per l’applicazione del piano attestato di risanamento.

La disciplina del piano attestato di risanamento è contenuta nell’art. 67 co. 3 lett. d) del R.D. n. 267 del 1942, il quale prevede l’esclusione dell’azione revocatoria fallimentare, degli atti, dei pagamenti e delle garanzie concesse sui beni del debitore, al verificarsi di determinate condizioni.

L’esclusione dell’azione revocatoria fallimentare si potrà verificare qualora gli atti, i pagamenti e le garanzie, siano state poste in esecuzione di un piano:

  • che consente il risanamento dell’esposizione debitoria dell’impresa ed assicuri il riequilibrio della situazione finanziaria della stessa;
     
  • contenga la veridicità dei dati e la loro fattibilità, i quali devono essere attestati da un professionista.

La finalità è quella di garantire la stabilità di atti, pagamenti e garanzie sui beni del debitore in caso di fallimento. 

Il piano di risanamento può trovare applicazione quando:

  • gli atti, i pagamenti e le garanzie siano compiuti in esecuzione di piano idoneo a consentire il risanamento della esposizione debitoria e che assicuri il riequilibrio della situazione finanziaria dell’imprenditore in stato di crisi;
     
  • la fattibilità del piano deve essere attestata da un professionista indipendente iscritto nel Registro dei Revisori Contabili ed in possesso dei requisiti per la nomina a curatore fallimentare.

Il piano deve avere data certa, come anche gli atti unilaterali e i contratti posti in essere in esecuzione dello stesso, che devono avere forma scritta.

Per quanto riguarda il contenuto, il piano di risanamento deve indicare:

  • la situazione economico –…
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