Emersione dei rapporti di lavoro irregolari

La novità contenuta nel Decreto Rilancio in materia di emersione di lavoro irregolare è stata recepita anche dal Decreto del 27 maggio 2020.
A seguito di tale ultimo intervento, anche l’INPS torna sull’argomento con una Circolare che chiarisce i dettagli e le istruzioni per i datori di lavoro – italiani o stranieri – che vogliano accedere a tale strumento.

Emersione dei rapporti di lavoro irregolariEmersione rappoprti di lavoro irregolari: premessa

Come noto, il Decreto Legge n. 34/2020, cd. Decreto Rilancio, ha previsto delle specifiche misure per favorire l’emersione del lavoro irregolare.

Infatti i datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea, ovvero ancora stranieri, possono presentare istanza per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale oppure per dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato irregolare in corso con cittadini italiani o con cittadini dell’Unione Europea.

Su tale tema interviene anche l’Istituto Previdenziale, il quale fornisce con la Circolare n. 68 del 31 maggio 2020 istruzioni operative limitatamente agli adempimenti relativi alle modalità con cui possono essere presentate le istanze di competenza dell’INPS, anche alla luce delle disposizioni impartite dal recente Decreto 27 maggio 2020 “Modalità di presentazione dell’istanza di emersione di rapporti di lavoro”.

Ad ogni modo, l’INPS si riserva di fornire ulteriori chiarimenti in materia di svolgimento del procedimento di emersione con una successiva Circolare.

 

Chi può accedere

La domanda può essere presentata da datori di lavoro:

  • cittadini italiani;
     
  • cittadini dell’Unione Europea;
     
  • di nazionalità straniera, purché in possesso di titolo di soggiorno di cui all’articolo 9 del D.Lgs. n. 286/1998, che non abbiano lasciato l’Italia dall’8 marzo 2020 e i quali:
     

    • siano stati sottoposti a rilievi fotodattiloscopici prima dell’8 marzo 2020;
       
    • abbiano soggiornato in Italia precedentemente all’8 marzo 2020;
       
    • siano in possesso di attestazioni costituite da documentazioni di data certa provenienti da organismi pubblici.

All’emersione del lavoro irregolare non possono però accedere tutte le tipologie di attività, bensì solamente quelle afferenti a specifici settori produttivi ossia:

  • agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse;
     
  • assistenza alla persona per sé stessi o per componenti della propria famiglia, ancorché non conviventi, affetti da patologie o disabilità che ne limitino l’autosufficienza;
     
  • lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.

Per comprendere se la propria attività rientra tra quelle ammesse alla misura in esame, sarà necessario fare riferimento ai codici Ateco presenti nella tabella di cui all’allegato 1 del Decreto 27 maggio 2020.

L’istanza dovrà essere presentata in modalità telematica a partire dal 1° giugno e fino al 15 luglio 2020.

 

Emersione di rapporti di lavoro irregolari: soggetti inclusi

L’Istituto Previdenziale specifica poi alcune particolari fattispecie. In particolare, per le attività di assistenza alla persona o di sostegno al bisogno familiare, sono equiparati ai datori di lavoro domestico persona fisica anche:

  • alcune particolari persone giuridiche, quali le convivenze di comunità religiose (conventi, seminari) e le convivenze militari (caserme, comandi, stazioni), che hanno lavoratori addetti al servizio diretto e personale dei conviventi;
     
  • le comunità senza fini di lucro (orfanotrofi e i ricoveri per anziani il cui fine è prevalentemente assistenziale), qualunque sia il numero dei componenti. Tra queste rientrano le case-famiglia per soggetti portatori di disabilità, quelle per il recupero dei tossicodipendenti, per l’assistenza gratuita a fanciulli anziani e ragazze madri, le comunità focolari, le convivenze di sacerdoti anziani cessati dal ministero parrocchiale o dal servizio diocesano.

 

… e soggetti esclusi

Restano esclusi:

  • gli alberghi, le pensioni, gli affittacamere e le cliniche private;
  • i collegi-convitti, anche se esercitati senza fine di lucro;
  • i rapporti di lavoro domestico in somministrazione.

 

Requisiti reddituali

L’essere ammessi alla procedura di emersione è condizionata a specifici requisiti reddituali: il…

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