Contributo a fondo perduto: indennità (per maggio) prevista dal Decreto Rilancio

Dall’Agenzia delle Entrate arriva il provvedimento attuativo che definisce le modalità per il riconoscimento del contributo a fondo perduto introdotto dal DL Rilancio.
Ammontare del contributo, beneficiari e modalità di richiesta…

contributo a fondo perduto indennitàIl contributo a fondo perduto è una somma di denaro corrisposta dall’Agenzia delle entrate a seguito della presentazione, in via telematica, di una apposita istanza.

Alcuni chiarimenti sono stati diffusi dall’agenzia delle Entrate con la Cm 13 giugno 2020, n. 15/E cui si farà di seguito riferimento.

 

Contributo a fondo perduto: provvedimento attuativo

Il Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate 10 giugno 2020, n. 230439 definisce le procedure operative per il riconoscimento del contributo a fondo perduto previsto dall’articolo 25, Dl 34/2020 (DL Rilancio).

Il contributo spetta ai titolari di partita Iva, che esercitano attività d’impresa e di lavoro autonomo o che sono titolari di reddito agrario, ed è commisurato alla diminuzione di fatturato (spessa subita a causa dell’emergenza epidemiologica).

In particolare, il provvedimento definisce:

  • il contenuto informativo dell’istanza da presentare;
     
  • la modalità di presentazione della stessa;
     
  • i termini di presentazione,

ai fini del riconoscimento dell’indennità.

Nella spiegazione che segue potranno essere visibili le immagini del modello di istanza.

 

Beneficiari

Destinatari del contributo a fondo perduto sono:

  • i soggetti esercenti attività d’impresa, commerciale o agricola;
     
  • i soggetti esercenti attività di lavoro autonomo, non rientranti tra i soggetti cui spettano alcune delle indennità forfettarie di cui agli articoli 27 (professionisti senza cassa) e 38, Dl 18/2020; cd. bonus 600 euro);
     
  • gli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore;
     
  • gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

Sono esclusi dal beneficio in parola:

  • gli enti pubblici (art. 74, comma 2 del Tuir);
     
  • gli intermediari finanziari, ai sensi dell’articolo 162-bis del Tuir (banche/assicurazioni, holding di partecipazione e industriali, ecc.);
     
  • i lavoratori dipendenti e i professionisti iscritti ad una Cassa professionale privata (ai sensi del Dlgs 509/1994 – CNPADC, Inarcassa, CIPAG, ENPAM, ecc. – e del Dlgs 103/1996 – casse interprofessionali -) ovvero iscritti alla Gestione Separata dell’Inps, come pure i lavoratori dello spettacolo, in quanto tutti questi soggetti sono già beneficiari delle altre indennità prevista dal Dl Cura Italia (Dl 18/2020) e riproposte dal Dl Rilancio;
     
  • i lavoratori dipendenti e i professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria;
     
  • i soggetti con partita Iva con data di inizio attività successiva al 30 aprile 2020(“in considerazione della circostanza che la formulazione del contributo prevede che il requisito relativo alla riduzione del fatturato e dei corrispettivi si determini in relazione al mese di aprile 2020 (rispetto al mese di aprile 2019), si ritiene che possano rientrare nell’ambito di applicazione del 15 beneficio in esame i soggetti costituiti fino al 30 aprile 2020”; così la Cm 15/E/2020);
     
  • i soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza per fruire del beneficio in esame (qualora successivamente all’erogazione del contributo a fondo perduto COVID-19, il soggetto beneficiario – esercente attività d’impresa o di lavoro autonomo, società o altro ente percettore – cessi l’attività, lo stesso non è tenuto alla restituzione del contributo, fatte salve le condizioni sottese al recupero dello stesso);
     
  • i soggetti esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo ma privi di partita Iva.

 

Il comma 2 dell’articolo 25 in commento contiene inoltre una disposizione di chiusura finalizzata a stabilire che il contributo non spetta, tra l’altro, ai soggetti i cui redditi sono unicamente riconducibili allo status di «lavoratore dipendente».

Ne consegue che, le persone fisiche che esercitano attività d’impresa o di lavoro autonomo (o siano titolari di reddito agrario) che contestualmente possiedono lo status di «lavoratore dipendente» possono comunque fruire…

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