Decreto Cura Italia: e gli avvisi bonari?

Il Decreto Cura Italia è intervenuto fra l’altro per spostare in avanti una serie di termini che investono i versamenti, gli accertamenti ed il contenzioso. La lettura del decreto lascia aperti alcuni dubbi che analizziamo nel presente articolo:
– come impatta la sospensione dei termini prevista sugli avvisi bonari?
– i pagamenti dovuti sulla base di un avviso bonario sono dovuti o sono sospesi?

Decreto Cura Italia e sospensione degli avvisi bonari

Per quel che ci interessa in questa sede, l’articolo 68, comma 1, del D.L. n. 18/2020, con riferimento alle entrate tributarie e non tributarie, ha sospeso i termini dei versamenti, scadenti nel periodo dall’8 marzo al 31 maggio 2020, derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonché dagli avvisi previsti dagli articoli 29 e 30 del D.L.n.78/2010, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 122/2010.

E’ prevista la proroga di cui sopra anche agli atti di cui all’articolo 9, commi da 3-bis a 3sexies, del D.L. n. 16/2012, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 44/2012, e alle ingiunzioni di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, emesse dagli enti territoriali, nonché agli atti di cui all’articolo 1, comma 792, della L.n.160/2019.

Trattasi, quindi, delle cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonché degli avvisi dovuti a seguito di accertamenti esecutivi delle Entrate, degli avvisi di addebito dell’INPS, degli atti di accertamento emessi dalle dogane e degli atti esecutivi degli enti locali.

I versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione.

Non si procede al rimborso di quanto già versato.

Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 12 del D.Lgs. n. 159/2015, che prevedono la sospensione dei termini per eventi eccezionali.

Il comma 3, dell’articolo 68 del D.L. n. 18/2020 differisce, inoltre, al 31 maggio – di fatto 1° giugno atteso che il 31 maggio cade di domenica – il termine di versamento del 28 febbraio 2020 di cui all’articolo 3, commi 2, lettera b), e 23, e all’articolo 5, comma 1, lettera d), del D.L. n. 119/2018 convertito, con modificazioni, dalla L. n. 136/2018, nonché all’articolo 16-bis, comma 1, lettera b), n. 2, del D.L. n. 34/2019, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 58/2019, e il termine di versamento del 31 marzo 2020 di cui all’articolo 1, comma 190, della L.n.145/2018 (rottamazione ter, definizione agevolata per risorse proprie dell’Unione europea, e saldo e stralcio).

 

Gli avvisi bonari

Come è noto, il controllo della dichiarazione, alla luce delle modifiche introdotte dal D. Lgs. n. 241 del 9 luglio 1997, che ha riformulato gli artt. 36 bis e 36 ter del D.P.R. n. 600/1973, inserendo pure l’art. 54 bis del D.P.R. n. 633/72, risulta ormai da anni profondamente innovato.

La liquidazione – eseguita su tutte le dichiarazioni, sostanziandosi in una vera e propria risposta del Fisco alla dichiarazione resa dal contribuente – è limitata ai dati esposti, senza che l’Ufficio possa procedere alla rettifica del reddito dichiarato in conseguenza di interpretazioni di legge o valutazioni di fatti non emergenti strictu sensu dalle fattispecie espressamente previste dalla norma, e prevede il confronto con il contribuente.

In sede di controllo, gli operatori verificano la correttezza dell’esito determinato dal controllo automatizzato, tenendo conto delle somme trattenute per conto dei contribuenti da parte del sostituto d’imposta e dei versamenti effettuati dal contribuente in sede di autotassazione.

Se vi è pericolo per la riscossione, l’Ufficio può provvedere, anche prima della presentazione della dichiarazione annuale, a controllare la tempestiva effettuazione dei versamenti delle imposte, dei contributi e dei premi dovuti a titolo di acconto e di saldo e delle ritenute alla fonte operate in qualità di sostituto d’imposta.

Quando dai controlli automatici eseguiti emerge un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione, ovvero dai controlli anticipati eseguiti dall’Ufficio, se vi è pericolo per la riscossione, emerge un’imposta o una maggiore imposta, l’esito della liquidazione è comunicato al contribuente o al sostituto d’imposta per evitare la reiterazione di errori e per consentire la regolarizzazione degli aspetti formali.

Qualora…

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