Il concetto di PMI in sede comunitaria

Il Decreto Cura Italia riconosce alle PMI varie agevolazioni e sospensioni su esposizioni debitorie nei confronti di banche.
Per capire cosa si intende per PMI, visto che lo stesso decreto rinvia alle definizioni date dalla Commissione europea: in questo articolo illustriamo come si determina se un azienda ricade nella cateogira delle PMI con esempi pratici

concetto di PMI in sede comunitaria L’art. 56 del D.L. n. 18 del 17 marzo 2020 (rubricato “Misure di sostegno finanziario alle micro, piccole e medie imprese colpite dall’epidemia di COVID-19”) riconosce alle PMI varie agevolazioni e sospensioni su esposizioni debitorie nei confronti di banche, “al fine di sostenere le attività imprenditoriali danneggiate dall’epidemia di COVID-19”, riferendosi alle “Imprese, come definite al comma 5”, che, a sua volta, afferma che “Ai fini del presente articolo, si intendono per Imprese le microimprese e le piccole e medie imprese come definite dalla Raccomandazione della Commissione europea n. 2003/361/CE del 6 maggio 2003, aventi sede in Italia”.

 

Il concetto di PMI

Per capire dunque cosa si intenda esattamente per PMI ai fini della suddetta disposizione, bisogna guardare a cosa dice la stessa Raccomandazione (e le linee guida che la Commissione Europea ha predisposto per spiegarne nel dettaglio il funzionamento).

La citata Raccomandazione, all’articolo 1, nel definire il concetto di impresa, stabilisce in particolare che:

“Si considera impresa ogni entità, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, che eserciti un’attività economica. In particolare sono considerate tali le entità che esercitano un’attività artigianale o altre attività a titolo individuale o familiare, le società di persone o le associazioni che esercitino un’attività economica”.

E poi, all’articolo 2, stabilisce le soglie finanziarie che definiscono le categorie di imprese, individuando la categoria delle microimprese, delle piccole imprese e delle medie imprese, laddove si definisce microimpresa un’impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di EUR, piccola impresa un’impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di EUR e media impresa un’impresa che occupa meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di EUR.

 

PMI raccomandazioni europee

Come chiarisce dunque anche la citata “Guida all’utente” della Commissione Europea, “possono essere considerate imprese i lavoratori autonomi, le imprese familiari, le società di persone e le associazioni o altre entità che esercitano regolarmente un’attività economica”, ricomprendendovi dunque anche i lavoratori autonomi.

A ben vedere, comunque, in base alla raccomandazione del 6 maggio 2003, al momento di determinare se un’impresa sia o meno una PMI, le dimensioni (numero di dipendenti, fatturato e totale di bilancio) non sono peraltro l’unico fattore da tenere in considerazione, dato che, un’impresa può essere molto piccola, ma se ha accesso a ulteriori risorse significative (ad esempio perché è posseduta, collegata o associata a un’impresa più grande), potrebbe non essere ammissibile alla qualifica di PMI.

 

Imprese autonome associate e collegate

Le categorie da prendere a riferimento, come ben individuate anche nella citata Guida sono in tal caso le seguenti: 

  • impresa autonoma: se l’impresa è completamente indipendente o ha una o più partecipazioni di minoranza (ciascuna inferiore al 25%) con altre imprese;
     
  • impresa associata: se la partecipazione con altre imprese arriva almeno al 25%, ma non supera il 50%;
     
  • e impresa collegata: se la partecipazione con altre imprese supera il tetto del 50%.

​A seconda della categoria cui appartiene un’impresa, al momento del calcolo relativo alla esatta collocazione nel perimetro delle PMI, potrebbe essere pertanto necessario includere dati da una o più altre imprese.

E il risultato di questo calcolo consentirà all’impresa di verificare se soddisfa il criterio del numero di effettivi e almeno una delle soglie finanziarie stabilite dalla definizione. 

Le imprese che superano queste soglie non dovrebbero quindi essere considerate PMI.

Per quanto riguarda le imprese associate,…

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