Emergenza CoronaVirus: come gestire le assenze dal lavoro

Come si deve gestire il rapporto di lavoro quando il dipendente è assente a causa del CoronaVirus? Esaminiamo alcune casistiche al fine di chiarire le corrette modalità di gestione.

emergenza coronavirus assenze lavoroSono tante le circostanze per le quali un lavoratore può assentarsi dal luogo di lavoro, tra queste sicuramente spicca il caso della malattia; ma come ci si deve comportare nel caso in cui un lavoratore sia in quarantena nella zona rossa durante l’emergenza CoronaVirus?

Come deve essere inserita tale assenza nel LUL?

A questa e ad altre circostanze simili, cerca di dare risposta la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro con l’Approfondimento del 24 febbraio 2020.

 

Emergenza Coronavirus – Assenze dal lavoro: le casistiche esaminate

La diffusione del contagio da CoronaVirus crea delle situazioni molto particolari anche dal punto di vista della gestione dei rapporti di lavoro.

In particolare, la Fondazione Studi segnala cinque diverse casistiche che risultano importanti in questo particolare periodo, fornendo suggerimenti sulla corretta gestione:

 

Come va considerata l’assenza del lavoratore a cui è impedito uscire di casa per un’ordinanza dell’autorità pubblica?

In tale circostanza, se il lavoratore non può uscire di casa, si avrà una sopravvenuta impossibilità a recarsi sul luogo di lavoro per cause non dipendenti dalla volontà del lavoratore.

In tal caso, sebbene il lavoratore resti a casa, dovrà essergli corrisposta normalmente la retribuzione: ciò succede perché l’assenza del lavoratore non solo non è dipendente dalla sua volontà, ma anzi è dettata da un provvedimento di ordine pubblico finalizzato alla tutela della salute generale.

Questo è uno dei casi per i quali è stata richiesta l’emanazione di uno specifico provvedimento che integri la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria.

Si ricorda comunque che qualora l’attività lavorativa lo consenta, il lavoratore può essere adibito alle proprie mansioni in smart working secondo le disposizioni di cui alla L. n. 81/2017 e al DPCM 1° marzo 2020, art. 4, co. 1, lett. a).

 

Cosa succede se viene sospesa l’attività aziendale a causa dell’emergenza CoronaVirus?

Nel caso in cui venga decretata la sospensione dello svolgimento delle attività lavorative in una specifica area, ai fini della gestione dell’assenza, bisognerà considerala derivante da una oggettiva impossibilità, da parte del lavoratore, di svolgere la propria prestazione lavorativa.

In tal caso si avrà il diritto alla retribuzione pur in assenza dello svolgimento della prestazione di lavoro, ma come nel caso precedente, si renderà doveroso il riconoscimento dell’accesso ai trattamenti di Cassa Integrazione Guadagni.

 

Se il lavoratore manifesta sintomi riconducibili al CoronaVirus?

Qualora il lavoratore sia influenzato, e abbia dei sintomi riconducibili al virus, egli dovrà essere inserito nella cosiddetta “quarantena obbligatoria”.

Tale circostanza comporta l’assenza da parte del lavoratore interessato dal luogo di lavoro, ma tale assenza dovrà essere considerata equiparabile a un’assenza per malattia, in quanto la quarantena obbligatoria con sorveglianza attiva è assimilabile ai casi di ricovero per altre tipologie o interventi, e quindi è da considerarsi “trattamento sanitario”.

In tal caso quindi l’assenza dovrà essere disciplinata secondo le previsioni che riguardano l’assenza per malattia;

 

Se il lavoratore è in quarantena volontaria?

Diverso è il caso della quarantena volontaria, ossia quando un soggetto sceglie autonomamente di isolarsi pur non avendo sintomi palesi di contagio.

In tal caso infatti, il soggetto che ha fatto rientro da zone a rischio epidemiologico deve comunicare la circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’ASL competente per territorio, che provvede a comunicarlo all’autorità sanitaria competente per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.

Nelle more della decisione dell’autorità pubblica, il soggetto può adottare un comportamento di quarantena “volontaria”, in attesa della decisione.

In tal caso, il comportamento si ritiene di “oggettiva…

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