Maternità dopo il parto: istruzioni dall’INPS

La Legge di Bilancio 2019, ha previsto una nuova opportunità per le donne in gravidanza, in materia di fruizione dell’astensione obbligatoria: infatti con tale disposizione viene concesso alle lavoratrici in gravidanza di posticipare totalmente il congedo di maternità al momento successivo al parto, per cinque mesi totali.
Tale possibilità è concessa alle lavoratrici solamente in specifiche circostanze e secondo specifiche regole, che l’INPS ha recentemente specificato.

Maternità dopo il parto istruzioni dall’INPSAstensione obbligatoria: novità della Legge di Bilancio 2019

 

La Legge di Bilancio 2019, L. n. 145 del 30 dicembre 2018, con l’articolo 1, comma 485, aveva aggiunto una nuova norma per quanto riguarda il congedo obbligatorio di maternità, ossia la possibilità di posticipare totalmente il congedo obbligatorio a seguito del parto.

In particolare a seguito della riforma, il D.Lgs. n 151/2001, all’articolo 16 riporta ora il comma 1.1, che dà la possibilità alle madri lavoratrici di astenersi dal lavoro esclusivamente dopo l’evento del parto ed entro i 5 mesi successivi allo stesso, in alternativa rispetto a quanto previsto dal comma 1 dell’articolo 16.

Va comunque segnalato che tale possibilità offerta in favore delle lavoratrici in attesa, deve essere valutata con cautela: infatti ciò è consentito sempreché il medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale o convenzionato e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro (ove presente) attestino che tale opzione non arrechi alcun pregiudizio alla salute né della lavoratrice in attesa né del nascituro.

Sebbene tale norma sia entrata in vigore a partire dal 1° gennaio 2019, l’INPS ha emanato una Circolare con le istruzioni operative per la fruizione dopo il parto solamente con Circolare n. 148 del 12 dicembre 2019.

 

L’astensione obbligatoria

 

La configurazione dell’articolo 16 del D.Lgs. n 151/2001 prevede in particolare che:
 

  1. è vietato adibire le donne al lavoro durante i due mesi precedenti la data presunta del parto, salvo quanto previsto dall’articolo 20;
     
  2. qualora il parto avvenga oltre la data presunta, per il periodo intercorrente tra data presunta e data effettiva del parto la donna non può lavorare;
     
  3. qualora il parto avvenga in data anticipata rispetto a quella presunta, è vietato adibire le donne al lavoro durante i giorni non goduti prima del parto.
    In tal caso, se il parto è avvenuto prematuramente, il periodo intercorrente tra data reale del parto e presunta si aggiunge al periodo di congedo di maternità dopo il parto anche quando la somma dei periodi di astensione obbligatoria previsti supera il limite complessivo di 5 mesi;
     
  4. è vietato adibire la donna al lavoro durante i tre mesi dopo il parto, sempre ad esclusione di quanto previsto dall’articolo 20.

 

Abbiamo finora nominato l’articolo 20 del TU maternità/paternità: tale articolo prevede espressamente che ferma restando la durata complessiva del congedo di maternità, le lavoratrici hanno comunque la facoltà di astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente la data presunta del parto e per i quattro mesi successivi al parto.

Ciò sarà possibile a condizione che il medico del servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che ciò non arreca pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro.

Bisogna al contempo ricordare che esistono delle specifiche attività per le quali non si applica la facoltà di astenersi a partire solamente da un mese prima del parto, ma che in tale circostanza bisognerà seguire le regole generali (2 + 3) senza possibilità di altre alternative.

 

Astensione obbligatoria di maternità solo dopo il parto

 

Come detto, la Legge di Bilancio 2019 ha comportato un’importante novità, ovverosia la possibilità che la donna decida di astenersi dal lavoro esclusivamente dopo l’evento del parto ed entro i 5 mesi successivi allo stesso, a condizione però che il medico specialista del SSN/convenzionato e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che questa opzione non arreca pregiudizio alla salute sia della gestante che del nascituro.

 

Le istruzioni per il congedo dopo il parto

 

Per poter fruire del congedo di maternità dopo il parto è necessario quindi che ci siano due certificazioni:

  1. una del…
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