L’indipendenza finanziaria del sindaco revisore

di Riccardo Bigi

Pubblicato il 19 novembre 2019



L’articolo 2399 del codice civile, al terzo comma, stabilisce che non possono essere nominati sindaci revisori coloro che sono legati alla società o alle società da questa controllate o alle società che la controllano o a quelle sottoposte a comune controllo da un rapporto di lavoro o da un rapporto continuativo di consulenza o di prestazione d’opera retribuita, ovvero da altri rapporti di natura patrimoniale che ne compromettano l’indipendenza. Torniamo ad approfondire questo tema, che assume maggiore interesse ora che scattano i nuovi limiti derivanti dalla riforma della Crisi d'Impresa

Indipendenza finanziaria del sindacoIndipendenza finanziaria del sindaco: normativa di riferimento

 

Le norme inerenti l’indipendenza finanziaria del sindaco revisore sono contenute nell’art. 10 del D.Lgs. 39/2010 (e ove applicabile nell’art. 17 del Decreto medesimo) il quale detta alcuni requisiti generali e rinvia, al comma 12, a più dettagliati principi elaborati da associazioni e ordini professionali, congiuntamente al MEF e alla Consob e adottati dal MEF sentita la Consob.

Tali principi, allo stato attuale, risultano in corso di predisposizione.

Le prestazioni di lavoro autonomo e di consulenza da considerare nella verifica sull’indipendenza finanziaria devono comprendere sia quelle svolte individualmente, sia quelle provenienti dalla eventuale rete professionale (associazione o società tra professionisti) di cui il revisore contabile fa parte.

Si rileva che la valutazione di queste incidenze è attualmente lasciata alla discrezionalità del sindaco/revisore anche nelle situazioni di potenziale rischio di indipendenza finanziaria.

 

La normativa

Per contro, la normativa sulla revisione legale (art. 10, comma 2, del D.Lgs. 39/2010) fa riferimento a situazioni generali in merito all’esistenza di rapporti di lavoro o di altro genere e al potenziale rischio specifico dell’interesse finanziario, senza tutta