Proroga per versamenti imposte sui redditi 2019: effetti sul saldo IVA 2018

In seguito alla proroga concessa dal Governo, è possibile versare le imposte sui redditi 2018 entro il 30 Settembre 2019 (prima era il 30 Giugno). Ma gli interessi sul saldo IVA 2018, dovuti per il periodo tra il 16 marzo e il 30 giugno, vanno calcolati anche per il periodo tra il 30 giugno e il 30 settembre?
Proviamo a rispondere.

dichiarazione dei redditi 2019 anno d'imposta 2018Il Decreto Crescita ha previsto, in conseguenza delle difficoltà che stanno incontrando i contribuenti ed i professionisti dovute ai nuovi ISA, la proroga dei termini per effettuare i versamenti delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi.

 

Chi beneficia della proroga delle imposte 2019

 

La proroga ha un ambito limitato, riguardando solo i contribuenti in possesso del numero di partita Iva, esercenti un’attività economica il cui ISA è stato approvato.

L’Agenzia delle Entrate ha fornito con la risoluzione n. 64/2019 alcuni chiarimenti circa l’ambito di operatività del provvedimento normativo.

Ad esempio, sono interessati dal maggior termine del 30 settembre anche:

  • i contribuenti che nell’anno 2018 si sono avvalsi del regime forfetario previsto dall’art. 1 della L. n. 190/2014, coloro che hanno applicato il regime di vantaggio c.d. degli ex minimi.
  • Inoltre, possono beneficiare della previsione anche tutti coloro che determinano il reddito d’impresa o di lavoro autonomo con qualsiasi altro criterio forfetario.

 

Vi sono però dei contribuenti per cui operano una serie di cause di esclusione dalla proroga per i versamenti delle imposte 2019.

 

Proroga imposte 2019: ancora incertezze

I chiarimenti, anche se utili non sono sufficienti.

Permangono numerose incertezze soprattutto nei casi in cui il contribuente intenda avvalersi della possibilità di rateizzare i tributi da versare.

In questa sede l’esame del problema sarà circoscritto all’imposta sul valore aggiunto.

 

Versamento saldo Iva 2018

 

Il saldo dell’Iva a debito, relativa al periodo di imposta 2018, avrebbe dovuto essere versato entro il 16 marzo scorso, ma il contribuente aveva altre due possibilità.

 

Rateizzazione Iva nell’anno 2019

E’ infatti possibile scegliere di versare il debito residuo a rate.

La prima rata avrebbe dovuto essere versata entro la medesima scadenza del 16 marzo.

Le rate successive devono essere versate entro il giorno 16 di ciascun mese di scadenza ed in ogni caso l’ultima rata non può essere versata oltre il giorno 16 del mese di novembre.

Sotto questo profilo non esistono dubbi in quanto il piano di rateazione è completamente svincolato rispetto alla nuova scadenza del 30 settembre prevista per il versamento del saldo delle imposte sui redditi.

 
Maggiorazione del saldo Iva 2018 per il periodo tra il 16/03 e il 30/06

Le perplessità più rilevanti riguardano un’ulteriore possibilità di cui può avvalersi il contribuente per il versamento del saldo. La previsione è contenuta nell’art. 6 del D.P.R. n. 542/1999.

La disposizione così recita al comma 1: “La differenza tra l’ammontare dell’imposta sul valore aggiunto dovuta in base alla dichiarazione annuale e l’ammontare delle somme già versate mensilmente ai sensi dell’articolo 1, del decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 100, è versata entro il 16 marzo di ciascun anno ovvero entro il termine previsto dall’articolo 17, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435, maggiorando le somme da versare degli interessi nella misura dello 0,40 per cento per ogni mese o frazione di mese successivo alla predetta data.

In pratica, prima dell’avvenuta proroga, i contribuenti potevano versare il saldo dell’Iva entro il 30 giugno 2019, maggiorando la somma dovuta a titolo di interessi per ogni mese o frazione di mese compresa tra il 16 marzo e il 30 giugno.

Ora la disposizione deve essere letta ed interpretata, alla luce della proroga del termine di versamento al 30 settembre.

 

Saldo Iva 2018 e computo degli interessi

saldo iva 2018 calcolo degli interessiIl problema riguarda il computo degli interessi.

Non è chiaro se la maggiorazione dovuta a tale titolo debba essere effettuata anche per il periodo (per ogni mese o frazione di mese) compreso tra il 30 giugno ed il 30 settembre.

La risposta sembra debba essere positiva, anche se la soluzione non è da tutti…

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