Statuti Enti del Terzo Settore: la scadenza del 3 agosto non è un termine perentorio

la riforma del terzo settoreIl Ministero del lavoro ha fornito – con la circolare n. 13 del 31 maggio scorso – alcuni chiarimenti sulle modifiche degli statuti degli enti del Terzo settore necessarie ai fini dell’adeguamento degli stessi al “Codice” di cui al D.Lgs. n. 117/2017.

Il termine di adeguamento è di 24 mesi dall’entrata in vigore del provvedimento e quindi coincide con il 3 agosto prossimo. Gli enti si interrogavano sulle possibili conseguenze ove la modifica degli statuti fosse effettuata oltre la predetta data.

Il Ministero del lavoro ha tranquillizzato tutti precisando che, nelle more del predetto adeguamento, continueranno ad applicarsi le agevolazioni fiscali previste dal D.Lgs. n. 460/1997.

Anche le Organizzazioni di volontariato e le Associazioni di promozione sociale potranno conservare, al pari delle ONLUS, le agevolazioni fiscali.

Statuti Enti del Terzo Settore: la scadenza del 3 agosto 2019

Preliminarmente il Ministero del Lavoro ha osservato come il termine del 3 agosto, previsto per l’adeguamento degli statuti, non abbia natura perentoria.

L’unico effetto, ove fosse rispettato, riguarderebbe la possibilità di deliberare le modifiche dello statuto con le maggioranze semplici previste per le assemblee ordinarie. Il beneficio riguarda soprattutto gli enti di maggiori dimensioni che potranno adeguarsi alle indicazioni della riforma senza che sia necessaria una “maggioranza qualificata”.

La modifica degli statuti potrà essere effettuata anche successivamente rispetto alla predetta scadenza, ma la competenza alla delibera sarà esclusivamente dell’assemblea straordinaria. In tale ipotesi sarà necessaria una maggioranza qualificata degli aventi diritto al voto.

Statuti Enti del Terzo Settore: il mancato adeguamento entro la data del 3 agosto

Il mancato adeguamento degli statuti entro la predetta data non determina la perdita della qualifica di ONLUS, ODV e APS. Conseguentemente non sarà neppure compromesso l’ingresso dei predetti enti del Registro Unico Nazionale del Terzo settore quando sarà istituito.

Le agevolazioni fiscali attualmente in vigore saranno applicabili – nelle more dell’adeguamento degli statuti – fin quando la riforma del Terzo settore non sarà pienamente operativa.

Tale circostanza si verificherà solo a seguito del “via libera” della Commissione europea relativamente ai nuovi regimi forfetari e sarà poi ancora necessario attendere il periodo d’imposta successivo all’istituzione del RUNTS.

Il registro RUNTS

Dopo l’avvenuta istituzione del predetto registro, le ODV e le APS potranno “trasmigrare” nello stesso automaticamente. I dati contenuti nei registri attualmente in uso passeranno automaticamente nel RUNTS nel presupposto della conservazione della predetta forma giuridica. 

Conseguentemente risulteranno iscritti nelle rispettive sezioni ad essi dedicate. Dopo l’acquisizione di tutte le informazioni, gli uffici del registro territorialmente competenti saranno tenuti a verificare, entro 180 giorni, la sussistenza dei requisiti per l’iscrizione nel predetto Registro Unico Nazionale (art. 54 del D.Lgs. n. 117/2017). E

ntro tale lasso temporale gli enti potrebbero essere sollecitati ad effettuare l’adeguamento degli statuti qualora questi fossero carenti rispetto alle indicazioni contenute nel “Codice del Terzo settore”. Nel caso in cui non seguisse l’adeguamento i predetti enti non saranno iscritti nel predetto registro.

Le ONLUS, invece, non potranno trasmigrare automaticamente nel nuovo registro, ma dovranno presentare un’apposita domanda di iscrizione. Le modalità saranno individuate da un apposito decreto di attuazione.

La verifica della conformità dello statuto al “Codice del Terzo settore” dovrà essere effettuata direttamente dal RUNTS che riceverà la domanda.

 

A cura di Nicola Forte

Giovedì 6 Giugno 2019

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