Processo tributario, sospensione facoltativa in pendenza di questione pregiudiziale

Il giudice tributario non è tenuto a sospendere la causa ove sussista la pendenza di un giudizio concernente una questione pregiudiziale dinanzi al Consiglio di Stato. La Commissione tributaria è tenuta a sospendere solo se essa stessa o altra Commissione debba risolvere un’altra controversia dalla cui decisione dipende quella della prima causa.

Contenzioso tributario e processo tributario, sentenze e ordinanzeIl giudice tributario non è tenuto a sospendere la causa ove sussista la pendenza di un giudizio concernente una questione pregiudiziale dinanzi al Consiglio di Stato. La sospensione necessaria ex art. 295 Cpc, infatti, non è più prevista per il giudizio tributario a seguito dell’entrata in vigore del D Lgs n. 156/2015, atteso che la Commissione tributaria è tenuta a sospendere solo se essa stessa o altra Commissione debba risolvere un’altra controversia dalla cui decisione dipende quella della prima causa (Cass. n.9049/2019).

La sospensione del processo: normativa

Le vicende del rapporto processuale in ambito tributario riguardano gli istituti della sospensione, interruzione ed estinzione del processo, disciplinati nella Sezione V del Titolo II del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 (articoli 39-46), recante disposizioni sul processo tributario.

Le disposizioni del processo tributario sono state riviste recentemente dal legislatore con il D. Lgs n. 156/2015, entrato in vigore il 1° gennaio 2016, tra cui anche quelle riguardanti il tema in esame.

La sospensione del processo è disciplinata dall’art. 39 del D. lgs n. 546/92, il quale prevede che:  “Il processo è sospeso quando è presentata querela di falso o deve essere decisa in via pregiudiziale una questione sullo stato o la capacità delle persone, salvo che si tratti della capacità di stare in giudizio”.

Dalla lettura di detta disposizione emerge che la sospensione si applica in casi tassativi allorché ricorono alcune specifiche ipotesi. Innanzitutto, sia proposta querela di falso o si presenti una questione pregiudiziale nonché una situazione riguardante la ricusazione (art. 6 D. Lgs n. 546/92), il regolamento preventivo di giurisdizione (art. 3 D.Lgs n. 546/92) o in materia di sospensione per pregiudizialità costituzionale.

Sul tema il legislatore ha previsto il comma 1-bis del D. Lgs. n. 156/2015 all’art. 9, modificando l’art. 39, D.Lgs n. 546/92 (con decorrenza dal 01/01/2016), in base al quale la Commissione tributaria può disporre la sospensione del processo in ogni altro caso in cui essa stessa o altra commissione tributaria deve risolvere una controversia dalla cui definizione dipende la decisione della causa.

In tema di querela di falso, il giudice tributario è tenuto, ai sensi dell’art. 39 del D. Lgs. n. 546 del 1992, a sospendere il giudizio fino al passaggio in giudicato della sentenza in ordine alla querela di falso, o fino a quando non si sia altrimenti definito il relativo giudizio, trattandosi di un accertamento pregiudiziale riservato ad altra giurisdizione, e di cui egli non può conoscere neppure incidenter tantum, ovviamente verificando la pertinenza di tale iniziativa processuale in relazione al documento impugnato e la sua rilevanza ai fini della decisione (Cass. n. 11486/2018; 28671 del 2017).

In caso di presentazione di querela di falso, il giudice tributario non è chiamato ad arrestare sic et simpliciter il corso del giudizio a scapito della speditezza del giudizio garantita dalle regole del giusto processo, ma è tenuto a verificare la pertinenza di tale iniziativa processuale in relazione al documento impugnato e la sua rilevanza ai fini della decisione (Cass. n. 8046/2013).

La sospensione del processo: la vicenda presa in esame

Il contribuente aveva impugnato l’avviso di accertamento per estimi catastali emesso dall’Agenzia delle entrate. In primo grado la Commissione tributaria ha accolto il ricorso della contribuente e la decisione era stata confermata dalla CTR.

L’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per Cassazione eccependo, in particolare, che la Commissione di appello aveva erroneamente omesso di disporre la sospensione della controversia, attesa la pendenza di altro giudizio dinanzi al Consiglio di Stato riguardante la revisione di classamento di unità immobiliari in alcune microzone della città.

In aggiunta ha sostenuto la validità della motivazione dell’accertamento…

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