Scelta di destinazione del credito IVA in dichiarazione: possibile revocarla parzialmente?

Presentando la dichiarazione IVA prima della scadenza e optando per il riporto a nuovo del credito (così da poter compensare il credito risultante in F24 il successivo 16 aprile), è possibile revocare parzialmente la scelta mantenendo l’importo necessario per la compensazione e chiedere la differenza a rimborso?

Quesito: ho presentato la dichiarazione IVA il 5 aprile 2019 optando per il riporto a nuovo del credito così da poter compensare il credito risultante in F24 il prossimo 16 aprile 2019, posso ora revocare parzialmente la scelta mantenendo l’importo necessario per la compensazione e chiedere la differenza a rimborso?

 

Come noto, in base  a quanto previsto dall’art.17, comma 1, del D.Lgs. 241/1997 relativo alla disciplina della compensazione orizzontale in F24, il credito IVA emergente dalla dichiarazione annuale o dalle denunce periodiche, per importi superiori a 5 mila euro annui, può essere effettuata a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui il credito stesso emerge.

Ciò stante, il contribuente ha presentato il 5/4/2019 la dichiarazione IVA 2019 per l’anno 2018 recante il credito IVA eccedente i 5 mila euro proprio perché detta data di presentazione avrebbe consentito di maturare il lasso temporale dei 10 giorni necessario per dal luogo alla compensazione orizzontale del credito IVA con l’F24 delle ritenute e contributi derivanti dai fogli paga dei dipendenti per il mese di marzo 2019.

Si tratta ora di capire se – pur mantenendo la compensazione del 16 aprile 2019 – il contribuente possa cambiare la destinazione della parte del credito che eccede il debito da versare, modificando la scelta dal riporto a nuovo alla richiesta di rimborso.

In pratica, si pone la questione se sia consentito cambiare la scelta effettuata il 5 aprile 2019, in sede di presentazione della dichiarazione IVA 2019, di portare integralmente in compensazione il credito IVA 2018 optando invece, per la ripartizione del credito stesso in due parti, la prima in compensazione, per l’importo sufficiente per compensare il debito dell’F24 in scadenza il 16 aprile 2019, e la seconda a richiesta di rimborso, quella eccedente la somma dell’F24.

A tale riguardo, va ricordato che per effetto di quanto previsto dall’art.2, comma 8 ter, del DPR 322/1998, “le dichiarazioni dei redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive possono essere integrate dai contribuenti per modificare la originaria richiesta di rimborso dell’eccedenza d’imposta esclusivamente per la scelta della compensazione, sempreché il rimborso stesso non sia stato già erogato anche in parte, mediante dichiarazione da presentare entro 120 giorni dalla scadenza del termine ordinario di presentazione“.

In pratica, la normativa prevede esclusivamente il passaggio dal rimborso alla compensazione e non viceversa.

Ma ben inteso questo in relazione alla modifica di scelta esercitata decorsi i termini ordinari di presentazione della dichiarazione, posto che la norma fa riferimento al termine di 120 giorni dalla scadenza del termine ordinario di presentazione della dichiarazione.

La disposizione del DPR 322/1998 non incide pertanto sulla portata della correttiva nei termini.

In particolare, attraverso la procedura della “Correttiva nei termini”, la dichiarazione viene ripresentata entro i termini ordinari in sostituzione di una precedente dichiarazione, sicché la nuova dichiarazione si sostituisce integralmente a quella originariamente presentata e il contribuente può legittimamente revocare la scelta del riporto a nuovo optando per il rimborso, ma solo in sede di “Correttiva nei termini”.

Una volta invece spirato il termine di presentazione della dichiarazione, l’unica opzione possibile è quella del passaggio dal rimborso alla compensazione.

Laddove dunque il contribuente voglia revocare la scelta per il riporto a nuovo, esso può passare al rimborso ma solo presentando una “Correttiva nei termini”.

Tuttavia, va tenuto conto che la nuova dichiarazione presentata “nei termini” si sovrappone e sostituisce integralmente la precedente, che risulta come mai inviata. Sul frontespizio della dichiarazione esiste una apposita casella che ha la funzione di segnalare al sistema…

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