Operazioni a cavallo d'anno: la detrazione IVA si esercita con la ricezione della fattura

Con la chiusura dell’anno 2018 i contribuenti potrebbero ricevere, durante i primi giorni del successivo anno 2019, le fatture riguardanti alcune operazioni la cui esigibilità del tributo si è verificata nell’anno precedente.

In tali ipotesi l’imposta sul valore aggiunto potrà essere considerata in detrazione con decorrenza dal mese di gennaio 2019 fino al 30 aprile del 2020.

Nonostante le predette operazioni si considerino effettuate, ai sensi dell’art. 6 del D.P.R. n. 633/1972, nel corso del mese di dicembre dell’anno 2018, non sarà possibile far retroagire la detrazione, rispetto al mese di gennaio durante il quale la fattura di acquisto è stata ricevuta.

L’Amministrazione finanziaria ha affrontato il problema dei limiti temporali e della decorrenza dell’esercizio del diritto alla detrazione con la Circ. n. 1/E del 2018.  Secondo L’Agenzia delle entrate “L’applicazione dei principi unionali determina quindi, in sede di coordinamento delle norma interne (articoli 19, comma 1, e 25, primo comma, del d.P.R. n. 633 del 1972, come riformulati dal D.L. n. 50), che il dies a quo da cui decorre il termine per l’esercizio del diritto alla detrazione deve essere individuato nel momento in cui il capo al cessionario/committente si verifica la duplice condizione i) (sostanziale) dell’avvenuta esigibilità dell’imposta e ii) (formale) del possesso di una valida fattura redatta conformemente alle disposizioni di cui all’articolo 21 del menzionato D.P.R. n. 633.”

Solo a partire da questo momento il soggetto passivo cessionario/committente può operare, effettuando preventivamente la registrazione della fattura ai sensi dell’art. 25 del d.P.R. n. 633/1972, la detrazione del tributo.

Questa interpretazione consente così di superare il problema delle fatture di acquisto ricevute tardivamente. Ad esempio, se il contribuente ha ricevuto la fattura di acquisto emessa nel corso del mese di dicembre dell’anno 2018, nel corso del mese di marzo del successivo anno 2019, il diritto alla detrazione potrà essere esercitato con decorrenza dalla medesima liquidazione periodica di marzo dell’anno 2019 e fino al termine del 30 aprile dell’anno 2020. In tale ipotesi, però, l’Iva a credito dovrà confluire nella dichiarazione Iva relativa annuale relativa al periodo d’imposta 2019.

L’Agenzia delle entrate ha fornito inizialmente una lettura restrittiva dell’art. 19 in rassegna nel senso che, una volta ricevuta la fattura di acquisto, il contribuente non potrà retrodatare, in sede di liquidazione periodica, l’esercizio del diritto alla detrazione. Se il contribuente ha ricevuto, ad esempio, una fattura di acquisto datata 18 marzo 2018, entro il 10 aprile dello stesso anno, potrà far confluire l’Iva a credito nella liquidazione periodica dello stesso mese di aprile. Non potrà, invece, secondo questa interpretazione retrodatare l’esercizio di tale diritto nel periodo di liquidazione durante il quale si è verificata l’esigibilità del tributo, cioè nel mese di marzo.

Questa interpretazione risulta ora superata per effetto della novità introdotta dall’art. 14 del decreto–legge 23 ottobre 2018, n. 119, che ha modificato la disciplina della liquidazione periodica di cui all’art. 1, comma 1 del D.P.R. 23 marzo 1998, n. 100.

L’interpretazione restrittiva ha attirato le critiche di numerosi operatori i quali, pur riconoscendo la necessità di entrare materialmente in possesso della fattura di acquisto, ritenevano fosse possibile far retroagire l’esercizio di tale diritto in corrispondenza con il momento di effettuazione dell’operazione.

Il “decreto collegato” ha modificato, come anticipato, la disciplina della liquidazione Iva periodica accogliendo le istanze degli operatori. Conseguentemente, se la fattura di acquisto viene ricevuta e registrata entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, è possibile far retroagire l’esercizio…

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