La Cassazione non vieta agli avvocati il patrocinio dell'agente della riscossione nelle liti fiscali

La Cassazione non vieta agli avvocati il patrocinio dell'agente della riscossione nelle liti fiscaliCon la recente sent. n. 25625 del 15.10.2018 e soprattutto con una soluzione affermativa, la Corte di Cassazione ha incidentalmente, ma altrettanto chiaramente, chiuso la questione sulla possibilità di difesa – per opera degli avvocati e innanzi le commissioni tributarie – dell’Agenzia Entrate-Riscossione.

Più precisamente il giudice di ultima istanza, nel rigettare una eccezione della parte contribuente, ha osservato che la modifica apportata dal D.Lgs. n. 156 del 2014, art. 9, comma 1, D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 11, ovvero l’attribuzione all’agente della riscossione della capacità di stare in giudizio “direttamente o mediante la struttura sovraordinata”, prevista dalla citata disposizione, così come modificata, “non impedisce a quella parte di avvalersi della difesa tecnica, ai sensi del successivo art. 12 D.Lgs.”.

Tale conclusione svilisce pertanto la teoria sviluppata da una minoritaria giurisprudenza di merito che riteneva vietata la difesa dell’esattore da parte degli avvocati tramite una singolare lettura dell’art. 11, co.2, Dlgs. 546/92 in vigore dall’1.1.2016, come novellato dal Dlgs. 156/15[1]; in forza di tale pensiero si riteneva che non fosse consentita la presenza di un difensore-professionista a tutela dell’interesse dell’Agente della Riscossione dovendo tale ente stare in giudizio direttamente o tramite la propria struttura sovraordinata.

Va, in primis, osservato che l’eventuale cristallizzazione di tale esegesi avrebbe comportato il singolare effetto pratico di un contraddittorio palesemente squilibrato (e quindi non ossequioso dell’art. 24 Cost.) perché si sarebbe concentrato nell’obbligo della difesa tecnica per una parte (il contribuente) e nel contestuale divieto della stessa difesa tecnica per l’altra (l’Agente della Riscossione); questo in dispregio della regola generale del nostro ordinamento che, a parte poche eccezioni (in genere corrispondenti alle liti di modico valore) impone a tutte le parti il patrocinio tecnico.

Ciò detto, deve riferirsi che la motivazione espressa dalla Corte era stata “anticipata” dalla sezione VIII della Commissione tributaria regionale della Toscana (sent. n. 1783 del 14.7.2017); tale collegio non riteneva fondata la paventata inammissibilità del gravame dell’agente della riscossione poiché presentato da un avvocato ed, in tale responso, si specificava che tale argomentazione difensiva connotava «una riconoscibile confusione tra la nozione di capacità di stare in giudizio (art. 11 D.Lgs. n. 546/1992) e quella di assistenza tecnica (art. 12 D.Lgs n. 546/1992) … Con la legge n. 156/2015 la capacità di stare in giudizio è stata estesa all’Agente della Riscossione che ora, al pari delle Agenzie fiscali, ha acquisito la facoltà di essere assistito da propri funzionari, senza necessità di rivolgersi ad un difensore abilitato; necessità, per con­tro, confermata per le parti diverse dagli enti impositori e dagli agenti della riscossione. Ma appare evidente che da quest’ultima facoltà, non può farsi derivare l’impossi­bilità dell’Agente della riscossione di ricorrere all’assistenza tecnica dei soggetti abilitati ex art. 12 D.Lgs. n. 546/1992 che, come detto, per tale soggetto costituisce un’opportu­nità e non un obbligo»

I principi mutuabili dal pregresso pensiero della Corte di Cassazione

In realtà, la conclusione rilasciata dalla Suprema Corte era assolutamente pronosticabile, visto l’orientamento dello stesso giudice di legittimità che – alla luce dell’intero D.Lgs n. 546/92 – aveva più volte affermato come la parte pubblica potesse farsi rappresentare da avvocati, altrimenti minandosi il disposto il precetto ex art. 24 Cost. .

Qui brevemente, infatti, si rappresenta che la Suprema Corte aveva già argomentato come le norme del D.Lgs n.546/92 <<non pongono anche un divieto per le parti pubbliche di farsi assistere in giudizio da un difensore abilitato, la cui previsione, peraltro…

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