Riscossione, difesa senza avvocati esterni

Agenzia delle Entrate-Riscossione, difesa senza avvocati esterniL’Agenzia delle entrate-riscossione non può farsi rappresentare da un avvocato del libero foro al posto dell’Avvocato dello Stato, in virtù delle disposizioni contenute nell’art. 4 D. Lgs n. 50/2016 (codice dei contratti pubblici)

Se la riscossione si costituisce in un nuovo giudizio con il patrocinio di un avvocato del libero foro, è tenuta ad indicare le fonti del potere di rappresentanza ed assistenza, in alternativa al patrocinio esercitato dall’Avvocatura dello Stato, dovendo operare l’Agenzia nel rispetto dei principi di legalità, imparzialità, trasparenza, efficienza ed economicità (Cass. 28741/2018).

Agenzia delle entrate-riscossione: natura giuridica

Il D.L. 193/2016 ha previsto lo scioglimento dei Equitalia e l’esercizio delle funzioni relative alla riscossione in ambito nazionale sono state attribuite al nuovo ente pubblico economico denominato “Agenzia delle entrate Riscossione”, sottoposto al monitoraggio dell’Agenzia delle entrate e alla vigilanza del Ministero economia e finanze.

Il nuovo ente è subentrato, a titolo universale, nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle società dl gruppo Equitalia, assumendo la qualifica di agente della riscossione.

Per quanto attiene la difesa in giudizio il suddetto decreto stabilisce all’art. 1, comma 8, che l’ente si avvale del patrocinio dell’Avvocatura dello Stato, ai sensi dell’art. 43 T.U. sulla difesa in giudizio dello Stato; il legislatore, comunque, ha previsto che il medesimo ente possa avvalersi di avvocati del libero foro, potendo essere rappresentato, davanti al tribunale e al giudice di pace, da propri dipendenti delegati, i quali possono stare in giudizio personalmente.

Nel caso di questioni di massima o aventi notevoli riflessi economici, l’Avvocatura, sentito l’ente, può “assumere direttamente la trattazione della causa”.

Le Amministrazioni e gli enti possono avvalersi dell’Avvocatura dello Stato soltanto in “casi speciali” e previa adozione di apposita motivata delibera da sottoporre agli organi di vigilanza.

E’ indubbio che la scelta di un avvocato del libero foro in luogo dell’Avvocato dello Stato non è discrezionale, poiché in base alle norme di cui all’art. 4 del D. Lgs n. 50/2016, come modificata dal D. Lgs n. 56/2017, l’Agenzia deve operare nel rispetto dei principi di legalità, imparzialità, trasparenza, efficienza ed economicità.

Tale disposizione prevede che l’affidamento dei contratti pubblici avvenga nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità , pubblicità, tutela dell’ambiente ed efficienza energetica.

Nella fattispecie in esame il contribuente ha impugnato la cartella di pagamento per Irpef notificatagli da Equitalia Sud Spa.

La CTR, in riforma della decisione di primo grado, ha ritenuto inammissibile l’impugnativa in quanto, attesa la prova fornita dall’agente per la riscossione circa la regolarità della notificazione al contribuente, la cartella di pagamento poteva essere impugnata per vizi propri e non, come nella specie, per questioni attinenti il fondamento del credito; si è costituita con controricorso l’Agenzia delle entrate Riscossione conferendo delega ad un nuovo avvocato appartenente al libero del foro.

La Suprema Corte ha ritenuto preliminarmente l’invalidità dell’atto di costituzione della suddetta Agenzia in quanto, in virtù delle disposizioni contenute nel decreto legge n. 193/2016, il nuovo ente denominato “Agenzia delle entrate – Riscossione”, subentrato, a titolo universale, nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle società del gruppo Equitalia, deve avvalersi del patrocinio dell’Avvocatura dello Stato, potendosi far assistere dagli avvocati del libero foro solo in determinati casi.

I giudici di legittimità hanno ritenuto che in tema di riscossione dei tributi, per effetto della cancellazione…

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