Detrazione IVA: rilevano solo gli aspetti sostanziali

detrazione ivaRibadito il principio di derivazione Unionale, già ben affermato dalle SS.UU., il quale subordina la detrazione dell’IVA unicamente alla verifica delle condizioni sostanziali.

Gli adempimenti formali della registrazione della fattura, della presentazione delle dichiarazioni anche annuali, non rilevano ai fini dell’esercizio della detrazione IVA.

L’agenzia delle Entrate deve adeguare le proprie istruzioni di prassi ai principi che in giurisprudenza sono ormai consolidati.

La sentenza della Cassazione 19938/2018

La suprema Corte di Cassazione, con la sentenza del 27 luglio 2018, n. 19938, ha confermato quello che può essere definito ormai un granitico principio giuridico, in materia della detrazione IVA, il quale stabilisce che:

In tema di accertamento IVA, anche in presenza della acclarata violazione di requisiti formali del diritto alla detrazione dell’imposta di cui all’articolo 18 e 22 della direttiva n. 77/388/CEE del 17 maggio 1977 (cd. Sesta direttiva) – quali, ad esempio, la mancata redazione delle dichiarazioni periodiche o di quella annuale, ovvero l’omessa tenuta del registro IVA acquisti – l’Amministrazione finanziaria non puo’ negare tale diritto al contribuente che provi la sussistenza dei suoi requisiti sostanziali di cui all’articolo 17 della menzionata direttiva, a mezzo la produzione delle fatture ovvero di altra idonea documentazione contabile, purchè il diritto alla detrazione sia esercitato entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto e’ sorto ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 322 del 1998, articolo 8, comma 3”;

Ed è a tale principio che l’Agenzia delle Entrate deve ispirarsi nell’ambito degli accertamenti della corretta determinazione dell’IVA dovuta dal contribuente.

Principio che deve essere sincronizzato con il nuovo termine di decadenza previsto dal modificato articolo 19 del DPR 633/72, di modo che il diritto alla detrazione dovrà essere esercitato entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto è sorto.

I PRINCIPI UE DELLA PERFETTA NEUTRALITA’ E LE SENTENZE ITALIANE

È proprio la sentenza delle S.U. n. 17757 dell’8 settembre 2016 che riprende e ripercorre i principi espressi dal diritto unionale in materia di detrazione IVA.

L’imposta sul valore aggiunto deve essere determinata applicando il principio della perfetta neutralità il quale, fatta eccezione per alcune ipotesi tutte previste dalla direttiva 112/2006 e indicate nell’ordinamento interno, non può non essere DEROGATO.

Tale fondamento dell’applicazione dell’IVA implica che l’amministrazione, nella determinazione dell’imposta dovuta dal contribuente, può escludere il diritto alla detrazione solo in casi eccezionali.

Tanto premesso le S.U. hanno bene individuato gli elementi costitutivi del diritto alla detrazione IVA chiarendo che:

“nel complesso normativo e nel formante giurisprudenziale dell’UE emerge (…) che il fatto costitutivo del rapporto tributario col fisco nazionale e’ ravvisato dalla effettivita’ e liceita’ dell’operazione, mentre obblighi di registrazione, dichiarazione e consimili hanno una diversa funzione meramente illustrativa e riepilogativa dei dati contabili, finalizzata ad agevolare i controlli dell’Amministrazione finanziaria per l’esatta riscossione dell’imposta. L’esercizio del diritto di detrazione dell’eccedenza IVA, che deve essere tutelato in modo sostanziale ed effettivo, va dunque riconosciuto a fronte di una reale operazione sottostante, la cui prova certa puo’ essere acquisita dai dati risultanti dalle fatture o da altro documento equivalente, come, ad esempio, la documentazione contabile, essendo, invece, a tal fine poco rilevante l’osservanza degli obblighi dichiarativi”.

Va richiamata anche la sentenza della Corte di Giustizia per il caso Idexx nella quale è chiarito che:

“i…

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