Operazioni di permuta: split payment e reverse charge

La nozione fiscale di permuta è ampia e può creare dubbi sulla gestione IVA: in questo articolo analizziamo come la permuta va gestita nei casi di split payment e reverse charge

Le operazioni permutative sono disciplinate ai fini Iva dall’art. 11 del D.P.R. n. 633/1972. Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi sono soggette autonomamente ad imposta. Il legislatore fiscale ha così derogato alla nozione di permuta ai fini civilistici di cui agli articoli 1555 e seguenti. Secondo il codice civile la permuta è un unicum.

In realtà la nozione fiscale di permuta è ancor più ampia. Infatti, non solo il trattamento ai fini Iva, riservato al trasferimento di ciascun bene o diritto, è distinto l’uno dall’altro, ma si considera riconducibile nella disciplina, di cui all’art. 11, anche al trasferimento di beni “contro” prestazioni di servizi.

Se la base imponibile delle operazioni, determinata secondo i criteri previsti dall’art. 13 del D.P.R. n. 633/1972 sarà coincidente, non sorgerà l’esigenza di alcun conguaglio, Ciò a condizione che anche le aliquote applicabili siano le stesse.

Si consideri ad esempio il caso in cui Tizio trasferisce a Caio un terreno la cui base imponibile ammonta a 1 milione di euro. In tale ipotesi l’aliquota applicabile è del 22 per cento e l’importo totale dell’operazione ammonta a 1.220.000 euro. A sua volta Caio, costruttore, trasferisce a Tizio un fabbricato abitativo di lusso. Anche in questo caso la base imponibile è di 1 milione di euro e, in considerazione delle caratteristiche di lusso, trova applicazione l’aliquota del 22 per cento. L’importo complessivo dell’operazione, pari a 1.220.000 euro è coincidente e non sorge l’esigenza di effettuare alcun conguaglio in denaro.

Le due operazioni non danno luogo ad alcun dubbio interpretativo qualora l’imposta sul valore aggiunto debba essere applicata secondo i criteri ordinari. Invece si pone il problema se debba essere effettuato il relativo conguaglio qualora una delle due operazioni sia assoggettata allo split payment secondo la disciplina prevista dall’art. 17 – ter D.P.R. n. 633/1972.  Il problema è stato affrontato dalla Circ. n. 27/E del 2017 dell’Agenzia delle entrate.

Si consideri il caso in cui Tizio effettui il trasferimento del terreno in favore della società quotata Alfa, tenuta a trattenere l’Iva a seguito dell’applicazione dello split payment. In tale ipotesi la società sarebbe debitrice di 1.000.000 di euro, quindi al netto dell’Iva trattenuta pari a 220.000 euro. A sua volta la società quotata, costruttrice, trasferisce un fabbricato abitativo di 1.000.000 di euro, oltre l’Iva di 220.000 euro. Il credito ammonta complessivamente a 1.220.000 euro. Si pone il problema se Tizio debba pagare alla società quotata il conguaglio pari all’Iva di 220.000 euro.

L’Agenzia delle entrate ha fornito soluzione negativa ritenendo come in tale ipotesi l’imposta sul valore aggiunto debba essere applicata secondo i criteri ordinari, e non secondo la deroga prevista dall’art. 17 – ter con la scissione dei pagamenti. In tal caso ciascun soggetto sarà debitore/creditore per l’importo complessivo di 1.220.000 euro e non sarà dovuto alcun conguaglio.

Secondo l’Agenzia delle entrate l’applicazione dello split payment alle operazioni permutative avrebbe comportato costi di gestione ingiustificati che avrebbero altresì sminuito e vanificato il negozio permutativo. Il meccanismo della scissione troverebbe applicazione solo allorquando sia previsto un conguaglio in denaro e quindi laddove le basi imponibili non siano perfettamente coincidenti. Tornando all’esempio precedente si consideri il caso in cui la base imponibile del terreno trasferito dal Tizio alla società Alfa sia pari a 2 milioni di euro e l’Iva sia pari a 440.000 euro. A sua volta il trasferimento del fabbricato viene fatturato dalla società a Tizio per l’importo di 1 milione di euro oltre l’Iva di 220.000 euro. In tal ipotesi, secondo la Circ. n. 27/E, la società quotata deve versare all’erario l’intera imposta indipendentemente dalla compensazione parziale.

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