Split payment: esigibilità IVA e registrazione della fattura

facciamo il punto su una situazione dubbia: emissione di una fattura in split payment (quindi alla Pubblica Amministrazione o una società quotata): quando scatta il momento di emissione e registrazione della fattura? Come funziona la liquidazione d’imposta? Quando deve essere effettuato il versamento dell’IVA?

La circolare n. 1/E del 2018 dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito anche alcuni profili relativi all’esigibilità dell’imposta con riferimento alle operazioni per le quali trova applicazione lo split payment (art. 17–ter del D.P.R. n. 633/1972). I dubbi sono sorti soprattutto con riferimento alla posizione dell’acquirente, ed in particolare per ciò che riguarda l’individuazione del momento in cui tale soggetto diviene debitore dell’Iva nei confronti dell’erario.

L’art. 3, comma 1 del decreto del Ministero dell’economia e finanze del 23 gennaio 2015, oggetto di successive modificazioni, stabilisce che “L’imposta relativa alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi di cui all’articolo 1 diviene esigibile al momento del pagamento dei corrispettivi”. Nel momento in cui l’acquirente o il destinatario della prestazione di servizi (ente della PA, società quotata…) effettua il pagamento della somma dovuta al fornitore, sorge il debito nei confronti dell’Erario per un importo corrispondente all’imposta sul valore aggiunto trattenuta.

Il successivo comma 2 dell’articoli 3 del predetto decreto ministeriale stabilisce, in deroga al criterio del pagamento, che “Le pubbliche amministrazioni e società possono comunque optare per l’esigibilità dell’imposta anticipata al momento della ricezione della fattura ovvero al momento della registrazione della medesima”.  In tale ipotesi il debito Iva nei confronti dell’erario è anticipato rispetto al momento del pagamento.  Ad esempio se la fattura viene ricevuta in data 18 febbraio 2018 ed il pagamento viene effettuato durante il mese di maggio dello stesso anno, l’Iva deve essere versata entro il giorno 16 del mese di marzo riguardante la scadenza avente ad oggetto il debito Iva di febbraio. La scelta di anticipare l’esigibilità al momento della ricezione della fattura può essere effettuata tramite comportamento concludente e può riguardare la singola operazione.  

In alternativa il contribuente può scegliere ancora un criterio diverso.

L’esigibilità può anche essere anticipata al momento della registrazione del documento. Ad esempio, facendo riferimento al caso precedente, se la fattura ricevuta nel mese di febbraio viene registrata dall’acquirente nel mese di marzo del 2018, ed il pagamento viene effettuato nel corso del mese di maggio, il debito sorge nel mese di marzo ed il versamento deve essere effettuato entro il 16 aprile. Ciò a condizione che l’Iva esigibile e da versare sia liquidata senza effettuare alcuna compensazione con l’Iva a credito. Viceversa qualora l’acquirente/committente, destinatario della prestazione, eserciti anche un’attività commerciale, la fattura ricevuta potrà essere registrata sia nel libro delle fatture, ma anche in quello degli acquisti con una tecnica contabile analoga a quella prevista per l’inversione contabile.  In tale ipotesi, ove la fattura ricevuta fosse registrata nel libro delle fatture e nel registro degli acquisti nello stesso periodo di liquidazione, il debito risulterà di fatto “sterilizzato” dall’Iva a credito. Ciò a condizione che non sussistano limitazioni all’esercizio del diritto alla detrazione.

Occorre tuttavia osservare che se il contribuente dovesse scegliere di anticipare (rispetto alla data di pagamento)  l’esigibilità del tributo alla data di registrazione della fattura, lo stesso potrebbe essere indotto a ritardare sine die l’annotazione contabile del documento al solo fine di posticipare in avanti l’esigibilità dell’Iva.  Ad esempio se la fattura ricevuta a febbraio fosse registrata non nel mese di maggio, ma durante il mese di novembre, il debito nei confronti dell’erario, e riferibile all’Iva trattenuta, si sposterebbe in avanti di sei mesi.

Il problema è stato di fatto affrontato e risolto dall’Agenzia delle entrate con la citata circolare. Il documento di prassi ha chiarito che, qualora “nelle more della…

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