Il going concern e gli effetti fiscali in bilancio

La continuità aziendale (in inglese going concern) ha riflessi significativi sul bilancio d’esercizio, sia sotto il profilo formale che sostanziale.

Sotto il primo profilo, riguarda la struttura obbligatoria del bilancio, sotto il profilo sostanziale, la continuità rappresenta il “presupposto indispensabile per l’adozione di criteri di valutazione fondati sulla logica del funzionamento”.

La tematica della continuità aziendale è stata, negli ultimi tempi, oggetto di particolare attenzione, anche alla luce del particolare momento di difficoltà e soprattutto per le proposte normative inerenti alle procedure di allerta, per intervenire prioritariamente sulla crisi d’impresa.

L’appropriatezza dell’utilizzo di tale postulato influisce sulla valutazione e sulla classificazione di tutte le poste del bilancio redatto in forma ordinaria!2 Nel caso in cui, infatti, le prospettive future non consentissero di utilizzare il presupposto della continuità aziendale, risulterebbe evidente che le valutazioni fino a quel momento utilizzate per esprimere i valori di bilancio, potrebbero non essere più adeguate a rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell’esercizio. Ed infatti, passando da un contesto di normale andamento aziendale (going concern) ad un’ipotesi di liquidazione (break up), in cui il capitale aziendale perde la capacità di produrre reddito assumendo la nuova configurazione (capitale di liquidazione) volta alla realizzazione del patrimonio sociale, le attività vengono valutate al presunto valore di realizzo e le passività al presunto valore di estinzione3. L’argomento risulta di stretta attualità considerando l’odierna congiuntura economica e le incertezze che ne discendono.

L’art. 2423-bis comma 1 n. 1 c.c., in tema di principi di redazione del bilancio (in condizioni ordinarie), rileva che “la valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza e nella prospettiva della continuazione dell’attività, nonché tenendo conto della funzione economica dell’elemento dell’attivo o del passivo considerato”. Da un punto di vista aziendalistico, un’impresa opera in un’ottica di continuità aziendale quando, attraverso la propria attività gestionale, appare in grado di:
– soddisfare le aspettative dei soci, conferenti di capitale, e dei prestatori di lavoro;
– mantenere un grado soddisfacente di economicità, conservando così l’equilibrio economico della gestione, inteso come capacità stessa dell’impresa di conseguire ricavi superiori ai costi di esercizio, in modo da consentire una congrua remunerazione per il capitale di rischio investito;
– mantenere l’equilibrio monetario della gestione, inteso come l’attitudine dell’azienda a preservare i prevedibili flussi di entrate monetarie con caratteristiche quantitative e temporali idonee a fronteggiare i deflussi di mezzi monetari, necessari per l’acquisizione di fattori di produzione, secondo le modalità indicate nei programmi di gestione.

 

Continua a leggere nel PDF (7 pagine)—>

****

Per i nostri articoli in tema di contabilità e bilancio, clicca qui…

****

 

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it