Detrazione IVA sulle fatture d'acquisto: diventa decisivo il momento di ricezione della fattura

La circolare dell’Agenzia delle entrate n. 1/E del 17 gennaio scorso ha fornito i primi chiarimenti sul termine entro il quale i soggetti passivi devono esercitare il diritto alla detrazione dell’Iva.

Assume rilevanza essenziale il momento in cui il contribuente ha ricevuto la fattura di acquisto.

Sul punto l’Amministrazione finanziaria ha fornito un’interpretazione non eccessivamente rigida sugli elementi di prova da utilizzare per dimostrare, in sede di accesso, ispezione e verifica, il momento di avvenuta ricezione del predetto documento.

La detrazione Iva

I dubbi interpretativi trovano origine nella formulazione letterale non proprio felice del nuovo testo dell’art. 19 del D.P.R. n. 633/1972. Ciò all’indomani della modifica apportata dal D.L. n. 50/2017. In base al testo novellato della disposizione il diritto alla detrazione sorge “nel momento in cui l’imposta diviene esigibile ed è esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto …”.

L’Agenzia delle entrate ha interpretato la disposizione in rassegna conformemente alle indicazioni fornite dalla Corte di Giustizia UE con la sentenza 29 aprile 2004, causa C – 152/02. Secondo i giudici comunitari “il diritto alla detrazione deve essere esercitato con riguardo al periodo d’imposta nel corso del quale ricorrono i due requisiti prescritti da tale disposizione, vale a dire che la cessione dei beni o la prestazione dei servizi abbia avuto luogo e che il soggetto d’imposta sia in possesso della fattura o del documento che possa considerarsi equivalente secondo i criteri fissati dallo Stato membro interessato”.

In buona sostanza, affinché il contribuente possa esercitare il diritto alla detrazione non è sufficiente il presupposto sostanziale rappresentato dall’effettuazione dell’operazione, ma il contribuente deve essere materialmente in possesso della fattura oggetto di registrazione.  Pertanto, il termine a partire dal quale il diritto alla detrazione deve essere esercitato decorre dal momento in cui le due condizioni risultano verificate.

Ad esempio se il contribuente ha acquistato una partita di merce consegnata nel mese di dicembre del 2017 e nello stesso anno riceve la fattura di acquisto, la detrazione può essere esercitata entro il 30 aprile del 2018, cioè entro il termine di presentazione della dichiarazione Iva annuale. In questo caso, però, il credito Iva deve confluire della dichiarazione annuale dell’anno 2017. Diversamente se il contribuente ha ricevuto la fattura di acquisto a gennaio dell’anno 2018, il diritto alla detrazione può essere esercitato entro il 30 aprile del 2019. In questo caso l’Iva a credito deve confluire della dichiarazione annuale Iva dell’anno 2018.

Assume dunque rilevanza decisiva il momento in cui la fattura è ricevuta, in quanto a seconda del diverso momento può variare il termine ultimo per esercitare il diritto alla detrazione del tributo. Infatti, se la fattura di acquisto è stata ricevuta a dicembre del 2017, il contribuente non può esercitare il diritto alla detrazione nella liquidazione periodica del mese di novembre del 2018. In tale ipotesi il contribuente ha interesse a dimostrare che l’esercizio di tale diritto durante la predetta liquidazione Iva periodica sarebbe legittimo avendo ricevuto il documento nell’anno 2018, anziché nell’anno precedente, cioè nel 2017. Si pone dunque il problema della prova circa il momento di ricezione del documento.

La prova di ricezione della fattura di acquisto

Il problema della prova è stato affrontato dall’Agenzia delle entrate dalla circolare 1/E in rassegna al paragrafo 1.4. La data di ricezione può ad esempio essere dimostrata con la posta elettronica certificata ovvero con “altri sistemi che attestino la ricezione del documento medesimo”.

Ad esempio può presumibilmente essere ritenuto un mezzo di prova idoneo la busta timbrata dall’ufficio…

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