Manovra Correttiva 2017: ancora consentita la compensazione di somme iscritte a ruolo con crediti verso la pubblica amministrazione

Sono estese al 2017 le norme che consentono la compensazione delle cartelle esattoriali in favore delle imprese titolari di crediti commerciali e professionali non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti della pubblica amministrazione e certificati secondo le modalità previste dalla normativa vigente
Con il decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, recante il titolo “Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo”, meglio conosciuta come la “Manovra Correttiva 2017” sono state introdotte importanti novità anche di carattere fiscale.
La Legge di Conversione del D.L. n. 50 del 24.04.2017, legge n. 96 del 21 giugno 2017, approvata definitivamente il 15.6.2017, con alcune modificazioni rispetto al testo originario, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 del 23.6.2017, S.O. n.31.
Tra queste novità è stato inserito il nuovo art.9-quater dal titolo “Compensazione di somme iscritte a ruolo” che proroga a tutto il 2017 la compensazione delle cartelle esattoriali per i crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione.
Crediti verso la P.A.
L’art. 28-quater, D.P.R. 29.9.1973, n. 602 prevede che i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti delle Amministrazioni pubbliche, di cui all’art. 1, co. 2, D.Lgs. 30.3.2001, n. 165, e successive modificazioni, per somministrazioni, forniture e appalti, possono essere compensati con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo.
In attuazione del predetto articolo, sono stati emanati DD.MM. tra i quali quello del 25.6.2012, recante «Modalità con le quali i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti delle Regioni, degli Enti locali e degli Enti del Servizio Sanitario Nazionale per somministrazione, forniture e appalti, possono essere compensati, con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo, ai sensi dell’art. 31, co. 1bis, del decreto legge maggio 2010 n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122» e del 19.10.2012 recante le modalità per la compensazione dei crediti nei confronti dello Stato e degli enti pubblici nazionali. Occorre, inoltre, rilevare che l’art. 27, co. 2, D.L. 24.4.2014, n. 66, conv. con modif. dalla L. 23.6. 2014, n. 89, ha esteso l’ambito di applicazione della certificazione alla totalità delle pubbliche Amministrazioni di cui al D.Lgs. 30.3.2001, n. 165, e che, conseguentemente, l’art. 39, co.1-bis, D.L. 66/2014, ha stabilito che la medesima estensione opera anche per le compensazioni di cui all’art. 28-quater, D.P.R. 602/1973.
L’art. 5 del citato decreto ministeriale del 25.6.2012 stabilisce le procedure per la riscossione delle somme presso gli enti i cui debiti siano stati oggetto di compensazione.
In particolare, il comma 1 dispone che: «L’ente debitore è tenuto al pagamento dell’importo oggetto della certificazione utilizzato in compensazione, entro 12 mesi dalla data di rilascio della certificazione stessa».
Il comma 2 dispone, altresì, che: «In caso di mancato pagamento spontaneo da parte dell’ente debitore dell’importo oggetto di certificazione utilizzato in compensazione, l’agente della riscossione ne dà comunicazione ai Ministeri dell’Interno e dell’Economia e delle Finanze e l’importo oggetto della compensazione è recuperato mediante riduzione delle somme dovute dallo Stato all’ente territoriale a qualsiasi titolo, incluse le quote dei fondi di riequilibrio o perequativi e le quote di gettito relative alla compartecipazione a tributi erariali. Dai recuperi di cui al presente comma sono escluse le risorse destinate al finanziamento corrente del Servizio sanitario nazionale. Qualora il recupero non sia stato possibile, l’agente della riscossione procede, sulla base del ruolo emesso a carico del titolare del credito, alla riscossione coattiva secondo le …

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