Lavori usuranti: comunicazione in scadenza al 31 marzo

di Celeste Vivenzi

Pubblicato il 27 marzo 2017

ricordiamo che, tra le tante scadenze di fine mese, entro il prossimo 31 marzo 2017 dovrà essere inviata la comunicazione annuale per il monitoraggio delle lavorazioni usuranti con riferimento all’annualità precedente (2016)

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Entro il prossimo 31 marzo 2017 dovrà essere inviata la comunicazione annuale per il monitoraggio delle lavorazioni usuranti con riferimento all’annualità precedente (2016).

Come disposto infatti dal Decreto Legislativo n. 67/2011, come modificato dalla Legge n. 214/2011, gli addetti a lavorazioni particolarmente faticose e pesanti, infatti, hanno diritto di usufruire di un accesso anticipato al pensionamento e, con riguardo a questi lavori, il datore di lavoro è tenuto a darne comunicazione all'Ispettorato Nazionale del Lavoro e agli Istituti previdenziali competenti (occorre compilare il modello LAV-US disponibile online su Clic-lavoro.gov.it, Ministero del Lavoro, nota 28.11.2011).

Nota: sono tenuti all’invio della denuncia , oltre ai datori di lavoro privati, anche le imprese utilizzatrici, con riguardo a lavoratori somministrati, impegnati nel lavoro a catena e nel lavoro notturno.

Focus sulle lavorazioni da comunicare

Di seguito si fornisce l'elenco delle varie tipologie di lavorazioni previste dalla norma:

a) lavorazioni pesanti: lavoro in galleria, cava o miniera,ad alte temperature o in spazi ristretti; lavorazione del vetro cavo;mansioni dei soffiatori nell’industria del vetro cavo; lavori di asportazione dell’amianto;

Nota: rientrano nei lavori pesanti anche quelli espletati in spazi ristretti con carattere di prevalenza e continuità, in particolare le attività di costruzione, riparazione e manutenzione navale e le mansioni svolte continuativamente all'interno di spazi ristretti, come intercapedini, pozzetti, doppi fondi, di bordo o di grandi blocchi strutture (esclusa l’attività di gruista).

b) lavoro notturno: lavorazioni con orario svolto per almeno 6 ore consecutive comprendenti l'intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino e per un numero minimo di giorni lavorativi all’anno non inferiore a 64 ovvero lavoro prestato per almeno 3 ore nell'intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino, per periodi di lavoro di durata pari all'intero anno lavorativo;

Nota: Il lavoro notturno è